Fobie tipi
Esistono diversi tipi di fobie ed alcuni sono davvero incredibili – FOTO: istock

Al mondo esistono svariate tipologie di fobie: le più comuni sono quelle dei ragni, del vuoto, del chiuso. Ma quando scoprirete quest’altre sarete sorpresi.

Le fobie rappresentano a volte delle vere e proprie patologie che sfociano nella psicologia e nello studio del comportamento di ogni individuo. Le più diffuse sono quelle del vuoto, dei ragni, degli spazi chiusi e di quelli aperti. E sono dette rispettivamente acrofobia, aracnofobia, claustrofobia ed agorafobia.

Ma ne esistono diverse altre, alcune delle quali anche piuttosto bizzarre. Talmente tanto da non reputarle credibili o reali. Ma invece lo sono. Tra queste spicca la criofobia – anche nota come frigofobia – ovvero la fobia del freddo a livelli estremi.

Qualsiasi oggetto freddo ed anche le basse temperature causano un forte senso di spavento e di ansia. E si può arrivare ad avere anche i classici sintomi come vertigini, mancanza di aria, respiro mozzato, tachicardia, attacchi di panico e pure svenimenti.

Ecco poi la gerascofobia, ovvero la paura di invecchiare. Una situazione che può portare ad uno stato di infelicità acuta ed in alcuni casi anche alla depressione. Lo spavento che la morte comporta può essere un qualcosa in grado di non lasciare scampo. Ed è tipica di individui che sentono di non aver raggiunto i loro obiettivi nel corso della vita.

Fobie, le più strane e bizzarre: c’è quella del Papa… 

La Zelofobia è la paura della gelosia. In questo caso si teme di vestire i panni dei destinatari di tale sentimento, che non di rado può comportare dei risvolti negativi. Nello specifico, molto diffusa è nella zelofobia, la paura di perdere quella che è la propria libertà personale.

Ma tenetevi forte, le fobie più bizzarre non sono queste. Prova ne danno l’arachibutirofobia – la paura del burro di arachidi attaccata al palato – la papafobia, ovvero la paura del Sommo Pontefice e tutto ciò che è inerente la chiesa cattolica.

Arrivano poi due tipi di fobie dai nomi pressoché impronunciabili. Sono la Koumpounophobia – la paura dei bottoni – e la Hippopotomonstrosesquipedaliofobia. Quest’ultima rappresenta il panico estremo nel pronunciare parole lunghe. E per contrappasso è simboleggiata da un vocabolo a sua volta molto esteso.