Rispunta una web una storia davvero particolare che oggi vi riproponiamo. Si racconta che un giorno una madre aveva ricevuto una telefonata urgente dalla scuola della figlia, la donna veniva richiamata con urgenza perché la ragazza aveva colpito un altro studente al viso. La donna si dirige subito in presidenza dove trova la figlia, un insegnante di sesso maschile, il preside, un ragazzo con il sangue al naso con i suoi genitori. Il preside spiega come sono andati i fatti: il ragazzo stava scherzando e ha slacciato il reggiseno alla figlia e lei ha reagito violentemente dandogli due pugli in faccia. Il preside faceva capire che era più arrabbiato con la figlia che con il ragazzo.  La donna non riusciva a credere a ciò che aveva appena sentito, si sentiva umiliata, come sicuramente si era già sentita sua figlia. Così senza pensarci due volte molto adirata dice: “Ah grazie per avermi fatto chiamare subito… Volete sapere se ho intenzione di sporgere denuncia contro il ragazzo per aver aggredito sessualmente mia figlia e contro la scuola per avergli permesso di farlo?” Alla frase tutti rimangono perplessi così la ragazza racconta dal suo punto di vista: “Continuava a prendermi il reggiseno e cercava di slacciarlo. Gli ho chiesto più volte di fermarsi, ma lui non lo ha fatto, così ho detto al professore cosa mi faceva e mi ha detto di ignorarlo, ma non smetteva continuava a slacciarmi il reggiseno, non ce l’ho fatta più e l’ho colpito. Solo così si è fermato. ” La donna ancora più arrabbiata rivolge al professore: “Perchè lo hai permesso, perchè non lo hai fermato! Adesso vieni qui e fammi toccare la parte interiore dei pantaloni!”
Il professore: ” Cosa?!? No!!” La donna continua: “Ti sembra inopportuno vero? Perché non provi a tirare il reggiseno alla madre del ragazzo, o il mio. Pensi che non sia divertente, e allora perché dovrebbe esserlo per mia figlia? Solo perché sono ragazzi?”. Il preside cerca di calmare la signora e dice: “Signora, con tutto il rispetto, anche sua figlia è stata violenta.” La donna: “Io non credo! Mia figlia si è difesa contro un attacco sessuale da parte di un alunno di questa scuola, un ragazzo che è il doppio di mia figlia.Mi dica secondo lei quante volte ancora avrebbe dovuto subire il suo trattamento? Cosa avrebbe dovuto fare visto che l’insegnante che era in classe invece di proteggerla, faceva finta di niente?”

La mamma del ragazzo inizia a piangere, il padre invece è arrabbiato e imbarazzato, l’insegnante come sempre fa l’indifferente, solo il preside guarda un po’ stranito. A quel punto la donna prende la figlia per la mano e dice: “Comunque noi ce ne andiamo. Penso che il ragazzo abbia imparato la lezione e mi auguro che non accada più niente di simile, non solo a mia figlia, ma a qualunque ragazza della scuola.” Poi rivolgendosi al preside: “Signor Preside le ricordo che il personale della scuola dovrebbe segnalare e non favorire certi atteggiamenti. Non vuol dire che atti come questi fatti a 15 anni siano divertenti. Adesso prenderò i provvedimenti che riterrò adeguati!” La figlia è stata allontanata dalla classe e messa in un’altra lontano da quel ragazzo e dal professore.

Pensi che la madre abbia avuto una reazione eccessiva o ha difeso giustamente i diritti della figlia?