Ad una femmina scienze? La donna è composta solo di malizia. Tanto più esquisiti cibi le dai, tanto più malvagi umori le accresci”. Così scriveva nel 1648 Anton Giulio Brignole Sale, figlio del Doge di Genova, oltre che scrittore e figura di spicco del suo tempo.

A quell’epoca, infatti, le donne non erano considerate capaci di comprendere e studiare le scienze fisiche e matematiche, men che meno poterle insegnare.

Ma Elena Lucrezia Cornaro Piscopia fu figlia di un padre illuminato che la volle fare studiare facendola diventare la prima donna ad ottenere una laurea. Dopo aver passato molto tempo sui libri il padre, Giovanni Battista, la affidò ai migliori insegnanti dell’epoca; la giovane donna si avvicinò poi alla teologia cristiana diventando oblata benedettina, senza però la reclusione monastica.

Nel 1677 Elena Lucrezia Cornaro Piscopia chiese formalmente di potersi laureare in teologia all’università di Padova, ma il cardinale Gregorio Barbarigo respinse fermamente la sua richiesta. L’anno dopo, però, grazie la suo insegnante Gregorio Barbarigo, ottenne il permesso di laurearsi in filosofia.

Molte donne in seguito cercarono di ripercorrere le sue orme, ma senza successo.

Elena, tuttavia, a causa della sua salute cagionevole e indebolita da anni di fatiche sui libri, morì a soli 38 anni il 26 luglio 1684. Dopo le esequie solenni, il feretro fu tumulato nella chiesa padovana di Santa Giustina. Ancora oggi, all’Università a Padova, è possibile ammirare la statua a lei dedicata.