Cos’è la dislessia? è un disturbo dell’apprendimento che influisce sulla capacità di leggere, scrivere, sillabare e parlare. I bambini che la hanno sono spesso intelligenti e laboriosi, ma hanno difficoltà a collegare le lettere che vedono al loro suono effettivo.

In Italia sono circa 2 milioni le persone affette da questo problema.

Come riconoscere la Dislessia

La diagnosi di Dislessia avviene nelle UONPIA presenti sul territorio e in centri privati convenzionati. Per fare una corretta diagnosi bisogna prima di tutto escludere, la presenza di deficit sensoriali (della vista e dell’udito), neurologici, cognitivi ed emozionali relazionali. Il disturbo specifico può essere diagnosticato solo se il quoziente intellettivo del bambino risulta nella media.

Per un’attenta diagnosi si deve indagare sulle capacità cognitive del bambino (misurate attraverso un test di intelligenza). e poi valutare i seguenti punti:

 

  • il livello di lettura rispetto all’età cronologica nelle componenti di rapidità, correttezza di parole, non parole e di brani;
  • il livello di scrittura sotto dettato ortografico;
  • la capacità di calcolo mediante calcoli scritti e a mente, lettura di numeri e scrittura di numeri;
  • la velocità di discriminazione delle sillabe e delle competenze metafonologiche;
  • il grado di comprensione del testo.

Un’accurata diagnosi serve per implementare un progetto educativo in cui si possa fornire un aiuto strumentale concreto ed efficace. Diventa quindi essenziale che la diagnosi sia il risultato di un lavoro multidisciplinare di diverse figure professionali (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista, psicopedagogista).

Cos’è la dislessia: Sintomi

Il sintomo principale della dislessia è una lettura scorretta e/o lenta e può manifestarsi anche con una difficoltà di comprensione del testo scritto.

La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura: disortografia (cioè una difficoltà di tipo ortografico, nel 60% dei casi) e disgrafia (difficoltà nel movimento fino-motorio della scrittura, nel 43% dei casi), nel calcolo (44% dei casi) e, talvolta, anche in altre attività mentali.

In ambito scolastico un sintomo rilevante è la difficoltà ad imparare le tabelline ed alcune informazioni in sequenza (giorni della settimana, alfabeto etc.).

Anche la confusione sui rapporti spaziali e temporali, come la distinzione tra destra e sinistra, o la difficoltà ad esprimere verbalmente i propri pensieri, sono sintomi rilevanti. Alcuni casi presentano anche difficoltà in specifiche abilità motorie, nella capacità di attenzione e di concentrazione.

 Le terapie adottate

Solitamente la “cura” è affidata ad un logopedista.  Il percorso di riabilitazione dovrà tenere conto dell’individualità del singolo bambino, delle sue singole competenze, potenzialità e problemi, dei suoi tempi di attenzione e concentrazione, dei suoi livelli motivazionali e di autostima.

Sono possibili due tipi di intervento:

  1. Aiutare il bambino ad automatizzare i suoi processi di lettura puntando in particolar modo sulla correttezza e rapidità nella lettura;
  2. Aiutare il bambino ad acquisire strategie per poter leggere brani complessi e a predisporre e sviluppare accorgimenti che lo aiutino nello studio.