arcobaleno come si forma

Come si forma un arcobaleno?

Vi siete mai chiesti come mai ed in che maniera nasca un arcobaleno? La leggenda, una delle tante, vuole che all’inizio del suo vertice più vicino al suolo ci sia uno gnomo od un’altra creatura mitica con in mano un pentolone dal quale fuoriesce la luce in tanti colori. La realtà è però meno suggestiva e fantastica.

Si tratta infatti di un particolare fenomeno ottico originato dalla luce del sole filtrata dalle gocce di pioggia che restano ancora in aria a seguito di un temporale. Lo stesso avviene però anche presso fonti di acqua sia naturali che artificiali, come cascate o fontane.

L’arcobaleno, come ebbe modo di osservare direttamente anche sir Isaac Newton mettendo in pratica il fenomeno della rifrazione, si compone dei seguenti colori: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto. E gli archi dipinti più belli si osservano di solito a bordo di un aeroplano, quando è possibile vederli a forma di cerchi interi e l’ombra del velivolo proprio nel mezzo.

Di foto di arcobaleni ‘completi’ scattate dall’alto ne esistono poche, in quanto occorre un obiettivo grandangolare estremamente largo. Naturalmente in tempi antichi le varie civiltà che si sono succedute sul nostro pianeta attribuivano a questa manifestazione spettacolare dei precisi significati.

Tutto nasceva per volontà degli dei. Esattamente come accadeva per altri fenomeni naturali come tempeste, terremoti, eruzioni od inondazioni. In ambito biblico invece gli arcobaleni suggellano l’alleanza tra Dio che sta nell’universo e l’uomo che abita la Terra. E viene vista come una promessa di Dio a Noè sul fatto che dopo il Diluvio Universale, Egli non avrebbe mai inondato il mondo.

Arcobaleno, come nasce e cosa significava per gli antichi

Nel buddhismo invece l’arcobaleno è il percorso di Buddha stesso per scendere dal cielo. Nell’Antica Grecia si hanno i primi tentativi di spiegazione sotto l’aspetto puramente scientifico, anche se bisogna aspettare tempi più vicini a noi per saperne di più, in particolare con René Descartes, alias Cartesio.

Ad originare il tutto sono la rifrazione, la riflessione e la dispersione dei raggi solari quando entrano nelle gocce di pioggia. La luce, così facendo, attraversa una porzione di spazio di densità diversa, passando dall’aria all’acqua. La rifrazione è la deviazione di traiettoria che gli stessi raggi subiscono dalle gocce.

Un pò come spiegò anche Albert Einstein nella sua Teoria della Relatività, parlando di curvature spaziotemporali, con la massa dei corpi celesti che devia il tessuto spaziale e temporale in cui siamo immersi.

Nello specifico degli arcobaleni, la luce bianca del sole subisce questo processo. Il quale viene seguito dalla dispersione. È così che si scinde in vari colori che originariamente sono fusi a comporre un singolo raggio. I colori così scissi, una volta che raggiungono l’altra parte della goccia di pioggia, vengono riflessi e ‘rispediti’ all’indietro.