Dal mese di Settembre l’sta monitorando le movimentazioni quotidiane e mensili di milioni di conti correnti dei contribuenti italiani allo scopo di avviare delle azioni di contrasto all’evasione fiscale mirate.

Come riporta il quotidiano economico – finanziario “Italia Oggi” nei prossimi giorni e nelle prossime settimane potrebbero arrivare migliaia di richieste di giustificazioni da parte del Fisco riguardo a quei movimenti bancari considerati “sospetti”.

Nella pratica, il contribuente sarebbe tenuto a dimostrare che in particolare i versamenti siano riconducibili a redditi già dichiarati o non soggetti a tassazione, oltre a dover rendere edotta l’amministrazione finanziaria dei beneficiari di eventuali accrediti eseguiti.

L’esercizio del diritto di difesa da parte dei contribuente è estremamente difficile in quanto molto spesso, se non sempre, gli accertamenti sono riferiti a diversi anni indietro. Quindi, se non si è tenuta una corretta e regolare contabilità può essere estremamente problematico ricostruire le movimentazioni.

Prima di procedere alla richiesta di giustificazioni delle movimentazioni bancarie, però, l’ufficio procedente deve effettuare un chiaro sforzo ricostruttivo che qualifichi, e spieghi con adeguata motivazione, le movimentazioni in senso economico e reddituale anche in base alla tipologia di accertamento effettuato nei confronti del contribuente. Inoltre l’amministrazione deve concedere al contribuente sotto indagine almeno 15 giorni di tempo per fornire la prova documentale richiesta.