Sentiamo spesso parlare di Big Bang, in diversi però non sanno di preciso cosa sia. Questo nome riecheggia quando si parla di nascita dell’universo.

Da quasi un secolo ormai gli scienziati hanno accettato all’unanimità la teoria del Big Bang per spiegare la nascita dell’universo. Tutto ciò che fa parte della realtà così la conosciamo si trovava condensato in un minuscolo punto, migliaia di volte più piccolo di un atomo.

Ed al suo interno si era venuta ad innescare all’improvviso una energia devastante, che 13,8 miliardi di anni fa, deflagrò espandendosi sempre di più. E l’espansione dell’universo continua anche oggi, addirittura – si presume – a velocità superiore a quella della luce.

Un articolo pubblicato sulla rivista specializzata di settore ‘ArXiv’ prova a spiegarci ora cosa avremmo visto, qualora avessimo avuto la possibilità di assistere dal vivo al Big Bang. L’universo era minuscolo, con la luce – che è bene ricordarlo, è una radiazione, la quale si trova nello spettro visibile a differenza invece di raggi gamma o microonde – che si trovava a temperature e frequenze assai più elevate.

Ad una frazione di secondo dal grande botto, l’universo era di un milione di miliardi di volte più piccolo di un atomo. Ed un quadrilione di volte più caldo del nucleo del nostro Sole. A quanto ammonta un quadrilione? Ad un milione alla quarta, 10 elevato alla ventiquattresima potenza. Poi tutto si è espanso ed al contempo si è raffreddato.

BIG BANG, SI SVOLSE COSÌ

Ci fu un bagliore inimmaginabile, a frequenze di luce che gli occhi umani non potrebbero percepire. E naturalmente non c’erano le stelle ed altri corpi celesti, quelli si sono formati dopo. Tutto era permeato da un immenso brodo primordiale di particelle. I primi atomi si formarono soltanto 370mila anni dopo, anno più anno meno.

Invece la prima luce come la intendiamo noi apparve un milione e duecentomila anni dopo. Una eternità per l’uomo, un battito di ciglia su scala cosmica. Trascorsi altri 4,6 milioni di anni, l’universo è diventato più scuro e di una tonalità rossastra. Sempre molto caldo. Passano altri 4,3 milioni di anni dal Big Bang e la temperatura scende ancora.

Per scendere sotto allo zero si deve arrivare a 16 milioni di anni da quando tutto iniziò. Mentre a 110 milioni la temperatura media dello spazio raggiunse i 196° sotto lo zero, ovvero la stessa misura dell’azoto liquido. La materia infine ha iniziato ad ammassarsi dopo 150 milioni, si è creata la gravità che ha attratto particelle di polvere stellare e di gas, dando origine alle stelle ed ai pianeti.

Su una ipotetica terra avremmo finalmente ammirato un primordiale firmamento. La materia scartata è diventata invece qualcosa di molto simile ad asteroidi e comete. E poi siamo arrivati noi, a dirvi tutto questo.