Secondo un recente studio, bere caffè ridurrebbe drasticamente la possibilità di contrarre malattie del sistema neurovegetativo quali Alzheimer, Parkinson e altre tipi di demenza.

Il Dr. Donald Weaver, uno dei ricercatori partecipanti allo studio, ha dichiarato: “Volevamo capire quali sono i composti del caffè coinvolti e come possano avere un’influenza sul declino cognitivo“.

I ricercatori hanno scoperto che alcuni tipi di caffè inibiscono il processo di ripiegamento delle proteine beta-amiloidi, alla base dello sviluppo dell’Alzheimer, del Parkinson e di altre forme di demenza. In particolare, sono i composti chiamati fenilindani, prodotti durante la tostatura dei chicchi, a impedire che accada il ripiegamento.

Questo, dicono gli esperti, non deve essere un incentivo per aumentare il consumo di caffè che è ancora considerato un elemento con innumerevoli controindicazioni.