C’è chi preferisce la tradizione, altri invece sono più innovatori; c’è chi sceglie il nome del nonno, chi invece quello dell’attore di Hollywood preferito. Non ci sono dei palesi limiti nello scegliere il nome del proprio figlio, ma la legge italiana a quanto pare prevede in ogni caso dei paletti che possano in un certo senso “proteggere” il piccolo da possibili problemi una volta cresciuto. Queste 8 regole possono sembrare banali, ma rappresentano una tutela importante per i bambini che hanno la “sfortuna” di avere dei genitori eccessivamente “estroversi” e fantasiosi nella scelta del suo nome. Proviamo a vedere insieme di che limitazioni stiamo parlando.

  1. Nomi dei genitori o dei fratelli. E’ bene evitare problemi di omonimia e scambi di persona specialmente per quanto riguarda la burocrazia o eventuali questioni con la legge.
  2. Cognome al posto del nome. Anche in questo caso viene eliminata una possibile causa di scambio di persona.
  3. Nomi ridicoli. Impossibile scegliere soprannomi, ingiurie, handicap o disgrazie. L’anagrafe ha pieni poteri nel respingere il nome scelto dal genitore.
  4. Nomi di personaggi storici “scomodi”. Niente Benito Mussolini, Adolf Hitler o Bin Laden, per intenderci.
  5. Nomi della letteratura. Lasciate perdere i vari Madame Bovary e Moby Dick, ma anche nomi di famosi personaggi cinematografici come Hannibal Lecter o di serie TV come Walter White.
  6. Nomi di fantasia. Ad esempio Bender e Doraemon difficilmente saranno accettati come validi all’anagrafe.
  7. Nomi non corrispondenti al sesso del bambino. Fanno eccezione i nomi universalmente riconosciuti come validi per entrambi i sessi, come ad esempio Andrea.
  8. Più di 3 nomi. Dal 4 in poi non avranno più alcun valore legale.