Vediamo le ipotesi del presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, sulla scuola per recuperare i giorni persi e per settembre

Scuola ipotesi Draghi recuperare giorni persi
(Getty Images)

I gruppi che si sono consultati lunedì 8 febbraio con Mario Draghi riferiscono che il presidente del Consiglio incaricato avrebbe intenzione di recuperare il periodo di didattica perduto per via dell’epidemia da Covid. L’ipotesi sarebbe quella di allungare di un mese dell’anno scolastico fino alla fine di giugno.

Inoltre il premier incaricato vorrebbe anche far ripartire il prossimo anno scolastico a settembre con nessuna classe priva di docenti. Queste sarebbero due delle priorità da parte dell’ex governatore della Banca centrale europea per il suo Governo.

Alessandro Fusacchia, esponente di Centro democratico della Camera, a seguito del colloquio con presidente del Consiglio, ha dichiarato. “Draghi ritiene che ci sia un oggettivo disagio che gli studenti e le studentesse d’Italia hanno vissuto in questi mesi, un disagio di apprendimento ma anche psicologico. Quindi c’è un ragionamento da fare su come si può organizzare questo sostegno agli studenti e il recupero dei mesi persi“.

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Scuola, assunzioni di docenti per evitare ‘cattedre vacanti’ a inizio anno scolastico?

Scuola ipotesi Draghi recuperare giorni persi
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Il componente di Centro democratico ha proseguito. “Draghi ha condiviso un primo ragionamento su interventi strutturali che hanno a che fare con il calendario scolastico e con il prepararsi per tempo alla ripartenza a settembre“.

Stando a quanto riportato da alcuni gruppi consultati lunedì scorso, il presidente del Consiglio incaricato avrebbe intenzione di rimodulare il calendario scolastico dell’attuale anno scolastico per il recupero dei giorni persi dagli alunni.

Inoltre il premier incaricato vorrebbe programmare dettagliatamente la ripresa del nuovo anno scolastico a settembre assumendo anche docenti al fine di scongiurare che vi siano ‘cattedre vacanti‘, cioè che a settembre ci siano classi senza docenti assegnati. Draghi vorrebbe risolvere il prima possibile questo problema, visto che all’inizio dell’attuale anno scolastico vi erano 10mila ‘cattedre vacanti’.