Storia singolare a Treviso, dove il proprietario di un distributore di benzina, all’apertura dell’attività, controllando gli scontrini emessi dal registratore di cassa, ha scoperto ben 148 transazioni, con importi anche di pochi centesimi, per un totale di spesa di 50 euro.

La particolarità dell’episodio, oltre ad aver trovato transazioni da 20, 30 , 50 centesimi, è dovuta anche, al poco lasso di tempo intercorso tra un pagamento e l’altro.

Il gestore del distributore, il signor Roberto, ha raccontato: “Quando sono arrivato non credevo ai miei occhi, mi sono trovato con il registratore di cassa senza carta, e quasi centocinquanta scontrini.

L’orario li includeva tra le 20,15 e le 21,45 di venerdi’ sera. All’inizio, ho pensato a qualche malfunzionamento, poi guardando meglio ho visto che le transazioni erano tutte di pochi centesimi”.

Treviso, 148 scontrini di pochi centesimi l’uno per una spesa totale di 50 euro, arrivano i furbetti del cashback.

In seguito alla scoperta, il proprietario della pompa di benzina, ha visionato le telecamere di sorveglianza, dal quale è emerso che ad effettuare le mini transazioni era sempre la stessa persona.

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Dalle telecamere, la persona non è riconoscibile, ma è ben visibile il numero di targa.

A questo punto, al Sig. Roberto, è venuto in mente che tutte quelle mini transazioni, effettuate dal cliente, erano state fatte per aderire al piano cashback, e poter scalare la classifica, che permette di accedere al rimborso finale di Giugno.

Il cashback, è uno strumento ideato dal Governo per arginare l’evasione fiscale, ed invogliare la popolazione ad usare più frequentemente la moneta elettronica.

Il primo rimborso, avverrà a Giugno, e per quella data bisognerà aver effettuato almeno 50 operazioni, senza nessun limite minimo di spesa, sono infatti ritenuti validi anche acquisti di pochi centesimi.

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Il racconto di Roberto continua, rivelando: “Ho valutato se fosse il caso di chiamare o no le forze dell’ordine per segnalare il fatto, ma ho pensato, che per quanto bizzarra fosse l’operazione, non vi fosse niente di illegale, se non l’aggravante delle commissioni da pagare per ogni transazione”.

C’e da dire, che non è il primo furbetto del cashback, episodi simili si stanno verificando in tutta Italia, ma come dice bene Roberto, in tutto questo non c’è niente d’illegale, il regolamento del cashback lo permette.