Come difendersi quando arrivano lettere di ricalcolo pensioni da parte dell’Inps: cosa fare quando ci chiede restituzione di somme elevate

Ricalcolo pensioni Inps restituzioni
(foto dal web)

Per i pensionati vedersi arrivare una lettera dall’Inps a volte non è esattamente la migliore delle notizie che possa ricevere. Infatti capita che le comunicazioni da parte dell’ente previdenziale non siano relative a un aumento del proprio assegno mensile. In qualche caso l’istituto torna a richiedere cifre magari non dovute, relative a mesi o anni precedenti. Si tratta di richieste che spesso risultano legittime, ma in alcuni casi queste cifre possono essere veramente salate.

Sta di fatto, come riporta ‘Il Giornale‘, che i pensionati sono difendersi di fronte a lettere relative ad errori di calcolo delle pensioni. In particolar modo nel momento in cui non ci si è resi conto che la somma fosse troppo elevata e dunque sia stata spesa. Per prima cosa, vale la pena ricordare che la legge prevede che l’Inps non possa richiedere la restituzione di cifre elargite per un proprio errore.

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Ricalcolo pensioni, quando l’Inps non può avere indietro le cifre erogate in eccesso

Ricalcolo pensioni Inps restituzioni
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Insomma, nel caso in cui si riceva una somma più alta di quella dovuta per uno sbaglio da parte dell’ente, il pensionato non si deve preoccupare. Viceversa, qualora l’errore sia stato causato dal pensionato attraverso dichiarazioni false o incomplete, la restituzione è del tutto legittima.

Il Giornale‘, tramite l’avvocato Celeste Collovati di Dirittissimo, porta l’esempio di un pensionato a cui è stata chiesta la restituzione di più di 29mila euro per un errore di calcolo avvenuto nel periodo che intercorre tra agosto 2015 e agosto 2020.

A seguito del ricorso che non ha riscontrato il “dolo” da parte del pensionato, l’Inps dovrà annullare il debito essendo avvenuto solo un errore da parte sua. In casi come questo, sarebbe dunque bene affidarsi a un esperto, in particolar modo se le cifre richieste sono decisamente elevate.