Dopo un anno dall’inizio della pandemia, gli scienziati di tutto il mondo, attraverso i loro studi, hanno imparato a conoscere il virus e a mettere a punto il vaccino in grado di debellare il covid.

Milano – Pronto Soccorso dell’Ospedale Niguarda. Infermieri, medici, personale ospedaliero con mascherine, tuta COVID. Reparto COVID del PS (Marco Passaro/Fotogramma, Milano – 2020-10-16) p.s. la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Quello che ancora non si comprende, è perchè, malgrado la guarigione alcuni pazienti lamentano per mesi una serie di sintomi, anche importanti, che non riescono a debellare.

I medici chiamano questa situazione, Long Covid o Sindrome post covid, e ne soffre circa un terzo dei pazienti che esce dalla malattia.

Sindrome post-covid, tra i sintomi più frequenti ci sono, affaticamento, perdita di memoria, mal di testa, dolori alle ossa, e mancanza di appetito.

I disturbi più ricorrenti sono, l’affaticamento, dolori articolari, perdita di memoria, mal di testa, vertigini, perdita di appetito.

Oltre a questi disturbi, prettamente fisici, si aggiungono anche quelli della psiche, con episodi di depressione o disturbi da stress post traumatico.

Sicuramente chi ha contratto il covid, ha dovuto fare i conti  con il senso d’isolamento che questo comporta, che unitamente all’allontanamento dagli affetti, può incidere sensibilmente e portare il paziente, anche se guarito, ad un senso di apatia per il mondo che lo circonda.

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La spiegazione scientifica a tutto ciò, soprattutto per ciò che riguarda la stanchezza perenne, trova riscontro principalmente nella liberazione delle citochine, che continua anche dopo essersi negativizzati, oppure per una persistenza del virus nell’organismo.

Le ricerche più recenti, hanno anche evidenziato effetti sul cuore e sul cervello.

Proprio per quest’ultimo è stata avviata una ricerca, pubblicata sul Neurology Clinical Practice, che ha evidenziato, che  i pazienti che prima di prendere il covid, presentavano una pregressa patologia neurologica, sono stati colpiti da ictus, crisi epilettiche e disturbi del movimento, mentre i pazienti che non mostravano nessuna patologia, hanno manifestato confusione e alterazione mentale.

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Comunque sia, come affermato da Francesco Landi, responsabile del day-hospital post covid del policlinico Gemelli di Roma: “Tutti i pazienti colpiti dalle forme più gravi dei Covid 19, tra cui coloro che sono stai sottoposti all’ossigenoterapia o ricoverati in rianimazione, devono essere nel tempo sottoposti a controlli che riguardino tutti gli organi”.

Naturalmente, i più a rischio della sindrome post-covid, sono le persone anziane, ma dai dati in possesso dei medici, sembra che non ne siano esenti nemmeno i giovani.