Battuta d’arresto nelle somministrazioni della prima dose del vaccino anti-Covid, in compenso prendono quota i richiami: nel Lazio 48 mila

Vaccino, 48 mila richiami nel Lazio: è la Regione che ne ha fatti di più

Continuano le schermaglie dialettiche tra le autorità europee e i responsabili dei colossi farmaceutici che producono il vaccino anti-Covid. Il Corriere della Sera ha rivelato le clausole secretate del contratto dell’Unione europea con la Pfizer in base alle quali che le penali scattano in caso di inadempienza nella fornitura delle fiale su base trimestrale e non settimanale e previo esperimento di altre modalità di ristoro da parte della Pfizer. Nel contempo l’Unione europea ha chiesto chiarimenti ad AstraZeneca sui ritardi e i tagli alle dosi di vaccino e ha convocato i suoi rappresentati a una riunione con il Comitato vaccinale Ue. Si chiede anche che sia reso pubblico il contratto di fornitura dopo che il Ceo di AstraZeneca, Pascal Soriot, ha reso noto che sulla consegna delle dosi “non c’è alcun obbligo con l’Ue. Nell’accordo c’è scritto faremo del nostro meglio“. “Gli sviluppatori dei vaccini hanno obblighi morali e contrattuali” – ha replicato la Commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides – Abbiamo firmato un contratto di pre-acquisto per determinati volumi di vaccini“. Dunque, alla luce di quanto descritto sopra, le somministrazioni della prima dose rallentano, ragion per cui prendono quota i richiami.

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Vaccino anti-Covid, il Lazio è la Regione che ha effettuato più richiami. La seconda dose dà più fastidio

In testa alla classifica regionale dei richiami svetta, con ben 48 mila, il Lazio dove sono state osservate più reazioni avverse rispetto alla prima inoculazione. Tuttavia, non c’è nulla di cui preoccuparsi, si tratta, come segnalato dall’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco, di effetti collaterali non gravi e di breve durata, in particolare dolori muscolari e dolenzia della parte in cui viene iniettata la fiala.

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In pratica, come spiegato da Stefania Salmaso, della Società Italiana di Epidemiologia, nel corso dell’intervista concessa al quotidiano “La Repubblica”, l’inoculazione della seconda dose provoca maggiori fastidi in quanto l’organismo riconosce il virus e reagisce, con la risposta immunitaria che è più massiccia rispetto a quella della prima.