In Cina si ricorre ai tamponi anali per rilevare il Covid nelle persone ad alto rischio: il motivo della scelta di questo tipo di test

Cina tamponi anali Covid
(foto dal web)

In Cina hanno cominciato ad usare i tamponi anali per effettuare i test per le persone ritenute ad elevato rischio di essere contagiate dal Covid. Infatti questi sono considerati un modo migliore per rilevare il Coronavirus. Stando all’emittente ‘Cctv‘, a partire dalla scorsa settimana le autorità sanitarie hanno iniziato a compiere questa tipologia di tamponi ai soggetti residenti nei quartieri di Pechino positivi al Covid.

Come riportato dall”Huffington Post‘, il medesimo processo è stato avviato nelle strutture di quarantena designate. Vari focolai di Coronavirus sono stati segnalati nella Cina settentrionale, oltre che a Pechino e Shanghai. Tutto questo ha spinto a programmare un gran numero di tamponi faringei e nasali.

LEGGI ANCHE —> Focolaio covid: in un unica classe ben 22 tra alunni e docenti positivi

LEGGI ANCHE —> Coronavirus, Crisanti: “l’estate è in pericolo, a rischio le elezioni”

Cina, tamponi per chi è ad alto rischio Covid

Cina tamponi anali Covid
(foto dal web)

Li Tongzeng, medico in servizio presso l’ospedale Yoùan di Pechino, ha affermato a ‘Cctv‘ che la scelta di effettuare i tamponi anali si spiega in quanto questa metodologia “può aumentare il tasso di affidabilità di rilevamento delle persone infette“. Infatti le tracce del Covid rimangono per più tempo nell’ano che nelle vie respiratorie. Nella giornata di domenica, ‘Cctv‘ ha reso noto che il mancato utilizzo diffuso dei tamponi anali rispetto ad altri tipi sarebbe dovuto al fatto che questo “non era conveniente“.

La crescita dei contagi nel mondo ha spinto la Cina a irrigidire le misure negli scali internazionali al fine di contenere le infezioni interne alla Nazione prossime allo zero. Per esempio, nella Capitale Pechino il protocollo prevede 2 settimane di quarantena nei Covid Hotel, nonché un’altra di isolamento in casa e una ulteriore di “osservazione”. Nel corso di quest’ultima è consentito uscire, ma non partecipare a riunioni pubbliche.