Mese dopo mese, da quando è iniziata la pandemia, gli scienziati ogni giorno scoprono qualcosa in più di questo virus, che ha letteralmente sconvolto la vita del mondo intero.

Tra le domande che spesso i cittadini si pongono, c’è quella del perchè alcune persone non si infettano pur stando a stretto contatto con un positivo.

Di persone che hanno assistito parenti colpiti da covid, e che  non hanno contratto il virus, ce ne sono state parecchie in questi mesi, ed è per questo che 250 laboratori in tutto il mondo, coordinati dalla Rockfeller University di New York, stanno indagando sul fenomeno.

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Sembra, secondo i recenti studi effettuati, che queste persone abbiano una naturale resistenza all’infezione e alla malattia per qualche imprecisata condizione genetica.

Naturalmente, un ruolo importante lo svolge anche il sistema immunitario, in grado di proteggere o meno il soggetto venuto a contatto con una persona positiva.

Nel nostro Paese, gli studi sono condotti dal laboratorio di genetica dell’ospedale Tor Vergata di Roma, guidati dal professor Giuseppe Novelli.

Il professore ha dichiarato:”Studiamo il dna delle persone, facciamo correlazione statistica in base all’età e al sesso”.Quello che è certo, è che i giovani si infettano meno, e quando si infettano le conseguenze sono  meno gravi e la letalità molto bassa.

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Questo ovviamente, fa pensare che l’età, e un sistema immunitario più forte, proteggano dal contagio.Un ruolo importante sembra che lo svolgano anche l’appartenenza o meno ad un dato gruppo sanguigno, o anche l’appartenenza a diverse etnie.

Che il gruppo sanguigno possa fare la differenza, lo conferma uno studio canadese, il quale indica che chi ha un gruppo sanguigno  con fattore 0 ha meno possibilità di ammalarsi, possibilità maggiori se si appartiene al gruppo Rh negativo.

Le persone che invece appartengono ai gruppi A e AB, sembrerebbero avere più possibilità di infettarsi.