Ecco i consigli della Polizia Postale per evitare il ripetersi della tragedia che ha colpito la piccola Antonella, morta partecipando a una challenge su Tik Tok

Challenge Tik Tok, i consigli della Polizia Postale

Ha scioccato tutti la tragedia di Antonella Sicomero, la bambina palermitana di 10 anni morta per asfissia partecipando a una gara di resistenza al soffocamento, la Blackout Challenge, lanciata sul social più utilizzato dagli adolescenti e dai bambini, Tik Tok. Ma almeno la assurda morte di Antonella servirà a salvare, o a migliorare, l’esistenza di alcuni suoi coetanei: infatti, previo consenso dei genitori, i suoi organi sono stati espiantati: il cuoricino è andato all’Ismett di Palermo, all’ospedale Bambin Gesù di Roma una parte del fegato e un rene, l’altra parte e il pancreas (per un trapianto multiplo). Il secondo rene della piccola è invece destinato a Genova. Intanto la Procura della Repubblica di Palermo, così come quella dei Minorenni, ha aperto un fascicolo d’indagine per istigazione al suicidio, con gli inquirenti che vogliono verificare se e come la bambina possa avere avuto la possibilità di partecipare alla sfida social, se abbia registrato un video o ne abbia visionato uno e abbia poi tentato di emularlo. Mentre il Garante per la Protezione dei dati personali ha disposto nei confronti di Tik Tok “il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica“. Il Garante già a dicembre scorso ha contestato a Tik Tok una serie di violazioni: “Scarsa attenzione alla tutela dei minori, poca trasparenza e poca privacy“.

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Challenge Tik Tok, i consigli della Polizia Postale che ogni genitore dovrebbe leggere

La tragica vicenda della piccola Antonella ha messo in guardia tutti i genitori di adolescenti e preadolescenti sui pericoli che si annidano nei social network e, più in generale, nel web. Come combattere, quindi, i pericoli delle sfide iniziate per gioco, per noia o per ottenere visualizzazioni? Ecco i consigli della Polizia Postale che tutti i genitori dovrebbero leggere:

Discutere con i ragazzi delle nuove sfide che girano in rete in modo che non ne subiscano il fascino se ne vengono al corrente tramite coetanei o i social network;
• Assicurarsi che abbiano compreso quali rischi si corrano a partecipare alle challenge online. I ragazzi spesso si credono immortali e invincibili perché “nel fiore degli anni”: in realtà, per l’incapacità di prevedere le conseguenze di ciò che fanno potrebbero valutare come innocui comportamenti letali.
• Alcune challenge espongono a rischi medici (assunzione di saponi, medicinali, sostanze di uso comune come cannella, sale, bicarbonato etc), altre inducono a compiere azioni che possono produrre gravi ferimenti a sé o agli altri (selfie estremi, soffocamento autoindotto, sgambetti, salti su auto in corsa, distendersi sui binari, etc);
Monitorare la navigazione e l’uso delle app social anche fissando un tempo massimo di connessione. Mostrarsi curiosi verso ciò che tiene i ragazzi incollati agli smartphone: capire cosa li attrae è fondamentale per guidarli nel loro corretto e sicuro utilizzo degli smartphone.

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• Se ci si imbatte in rete e nei social network in video riguardanti sfide pericolose e o inviti a parteciparvi, se i vostri figli ricevono da coetanei video riguardanti le sfide, segnalateli subito a www.commissariatodips.it
Tenersi sempre aggiornati sui nuovi rischi in rete con gli ALERT che vengono pubblicati sul portale www.commissariatodips.it e sulle pagine Facebook “Una Vita da Social” e Commissariato di PS Online.