Nuova bozza del piano pandemico 2021-2023, al cui interno si parla di distanziamento, distribuzione dei vaccini, cure e mascherine

Bozza piano pandemico mascherine vaccini cure
(Getty Images)

Nella nuova bozza del nuovo piano pandemico 2021-2023 vi sono diversi dati provenienti da quanto accaduto lo scorso anno di epidemia da Covid. Si parla di mascherine, vaccini, distanziamento e cure.

In questa bozza sì legge. “Come suggerisce l’esperienza australiana, le misure di distanziamento fisico sono state in grado di minimizzare l’impatto dell’influenza stagionale e potrebbero quindi mitigare, almeno in parte, il decorso di una pandemia influenzale“. Si sottolinea anche “che le mascherine chirurgiche o quelle di comunità, quando usate correttamente da tutti, insieme alle altre misure di prevenzione – si spiega – esplicano un sostanziale effetto di popolazione nel ridurre la trasmissione dell’infezione“.

All’interno della bozza del piano pandemico si spiega che quel che è successo durante l’anno 2020 “ha dimostrato che si può e si deve essere in grado di mobilitare il sistema per aumentare nel giro di poco tempo sia la produzione di mascherine e dispositivi di protezione individuale a livello nazionale che i posti letto in terapia intensiva, anche per far sì che non si verifichino disservizi nella assistenza e nella cura delle persone affette da malattie ordinarie (diverse dal COVID-19) quanto comuni“.

Inoltre per le patologie respiratorie sconosciute – si prosegue – “occorre una formazione continua finalizzata al controllo delle infezioni respiratorie e non solo, in ambito ospedaliero e comunitario, un continuo monitoraggio esplicato dal livello centrale sulle attività di competenza dei servizi sanitari regionali (redazione, aggiornamenti e implementazione dei piani pandemici influenzali regionali) nonché in generale un rafforzamento della preparedness nel settore della prevenzione e controllo delle infezioni“.

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Bozza nuovo piano pandemico: i vaccini

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Vaccini Coronavirus

Le vaccinazioni sono le “misure preventive più efficaci, con un rapporto rischi/benefici particolarmente positivo, ed hanno un valore non solo sanitario, ma anche etico intrinseco di particolare rilevanza. La loro distribuzione deve rispondere a criteri trasparenti, motivati e ragionevoli, e deve rispettare i principi etici e costituzionali di uguaglianza ed equità, bilanciando i rischi diretti e indiretti con specifica attenzione a evitare un impatto negativo per chi è più vulnerabile sul piano bio-psico-sociale“.

Nella bozza, poi, si evidenzia che i “benefici e gli eventuali limiti della vaccinazione devono essere spiegati con chiarezza ai cittadini, anche sottolineando che i vaccini non sostituiscono la prevenzione mediante altre misure atte a garantire nelle pandemie il contenimento della diffusione e protezione dal virus. Eticamente rilevanti – si sottolinea – sono infine gli specifici doveri etico-deontologici e giuridici del medico nel corso di una pandemia“.

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Bozza nuovo piano pandemico: cure per i pazienti in un contesto di scarsità di risorse

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(foto dal web)

Quanto alle cure per i pazienti qualora si verifichino risorse scarse, il dottore “agendo in scienza e coscienza, valuta caso per caso” e “gli interventi si basano sulle evidenze scientifiche e sono proporzionati alle condizioni cliniche“.

All’interno di un “contesto di risorse scarse in sanità quale quello che grava sui sistemi sanitari di tutto il mondo, pur con accentuazioni diverse nei diversi Paesi, considerata la particolare scarsità creata dall’impatto sul SSN della pandemia attuale, severa e inattesa – si spiega nella nuova bozza, che giungerà giovedì 21 gennaio sul tavolo della Conferenza delle Regioni – medici e operatori sanitari potrebbero trovarsi a dover prendere decisioni cliniche eticamente impegnative“.

Al fine di esaminare questo argomento, l’atto cita il Parere del Comitato Nazionale per la Bioetica “Covid19: La decisione clinica in condizioni di carenza di risorse e il criterio del triage”. Il dottore o l’operatore sanitario, si sottolinea dunque nell’aggiornamento della bozza del 18 gennaio del Piano strategico-operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale (PanFlu) 2021-2023, “agendo in scienza e coscienza, valuta caso per caso il bisogno clinico dei pazienti secondo i criteri clinici di urgenza, gravosità e efficacia terapeutica, nel rispetto degli standard dell’etica e della deontologia professionale; gli interventi si basano sulle evidenze scientifiche e sono proporzionati alle condizioni cliniche dei pazienti, dei quali è tutelata la dignità e riconosciuta l’autonomia“.