Gli psicologi lanciano l’allarme per lo stress legato all’epidemia di Covid: il 77% degli italiani si dichiara stressato a un livello medio-alto. I più a rischio i giovani per “la perdita del punto di riferimento della scuola”

Covid, è allarme degli psicologi per lo stress legato alla relativa epidemia
Covid, è allarme degli psicologi per lo stress legato alla relativa epidemia

Le restrizioni anti-contagio da Covid-19 e il continuo andirivieni da una zona cromatica all’altra stanno mettendo a dura prova non solo la tenuta del sistema produttivo ed economico del nostro Paese, tanto che una categoria tra le più colpite, i ristoratori, è arrivata a vere e proprie forme di disubbidienza civile come restare aperti anche dopo le 18, e non solo per l’asporto, in patente conflitto con le disposizioni vigenti, ma anche i nervi degli italiani. Infatti, è allarme degli psicologi sullo stress legato all’epidemia. Secondo lo “Stressometro“, indagine periodica dell’Istituto “Piepoli” per conto dell’Ordine degli Psicologi, il 77% degli italiani si sente stressato a un livello medio-alto e il 51% lo attribuisce proprio all’emergenza coronavirus. Oltretutto, si tratta di un trend in crescita negli ultimi mesi.

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E’ allarme degli psicologi per lo stress legato all’epidemia di Covid. I più a rischio i giovani

Stamattina la campanella, non quella virtuale, è suonata per oltre 640 mila studenti delle scuole medie di secondo grado; sono gli studenti di 4 Regioni italiane: 256 mila del Lazio, 13 mila del Molise, 176 mila del Piemonte e 196 mila dell’Emilia-Romagna che si sommano a quelli di Toscana, della Valle d’Aosta e dell’Abruzzo che già dall’11 gennaio frequentano in presenza al 50%. Le scuole superiori, come sancito ieri dal Comitato Tecnico-scientifico, riunitosi d’urgenza dopo la richiesta del governo di vagliare la possibilità di un differimento della riapertura in presenza, possono, infatti, tornare in presenza al 50% e fino al 75% così come previsto dal DPCM del 14 gennaio.

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Su tale orientamento del Comitato Tecnico-Scientifico potrebbero aver inciso anche le risultanze dello “Stressometro” dell’Istituto “Piepoli” visto che tra i più esposti al rischio dello stress legato all’epidemia ci sono i giovani nei quali si sta sviluppando un’onda lunga di problemi psicologici su cui pesa proprio “la perdita del punto di riferimento della scuola“. D’altronde, come emerso da un’altra indagine, quella condotta da “Savethechildren” e Ipsos su studenti tra i 14 e i 18 anni, il 28% degli intervistati ha dichiarato che dall’inizio dell’epidemia almeno un compagno della propria classe ha smesso di frequentare la scuola mentre 4 ragazzi su 10 hanno bocciato l’esperienza della didattica a distanza. Inoltre, sempre secondo la sunnominata indagine, almeno 34 mila studenti delle superiori potrebbe essere a rischio di abbandono scolastico per cause imputabili alle assenze prolungate, alle difficoltà di connessione e alla mancanza di concentrazione durante la DAD.