Dopo le proteste la Pfizer corregge il tiro annunciando un piano per aumentare la capacità produttiva: “Le consegne slittano di una settimana”

Pfizer: "Le consegne del vaccino slittano di una settimana"

Dopo la levata di scudi a livello europeo per i paventati ritardi fino a 3/4 settimane nella consegna del vaccino anti-Covid, con il Commissario per l’Emergenza Covid Domenico Arcuri che ha ventilato azioni legali, la Pfizer ha annunciato una road map che consentirà di aumentare la capacità produttiva in Europa e di distribuire conseguentemente molte più dosi nel secondo trimestre. “Dal 25 gennaio torneremo al calendario iniziale di distribuzione all’Unione europea, con un aumento delle consegne dal 15 febbraio. Per farlo sono necessarie alcune modifiche al processo di produzione”, si legge nel comunicato diramato dal colosso farmaceutico. Tuttavia, l’Ungheria, irritata per la lentezza nella consegna delle dosi del vaccino Pfizer-BioNTech nell’Unione europea, è orientata, come reso noto dal Premier Viktor Orban alla radio pubblica, a ordinare un milione di dosi di quello cinese Sinopharm che, oltre che in Cina, è usato in diversi Paesi, dalla Turchia all’Argentina. Dal canto suo, la Commissione europea ha comunicato che l’Ue non ha informazioni sul vaccino cinese e che non ci sono in proposito contatti con Pechino. Ciononostante Orban, a dispetto della normativa Ue, ha sollecitato l’autorizzazione del siero cinese da parte della Autorità Farmaceutica ungherese.

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Vaccino anti-Covid, Pfizer: “Consegne slittano di una settimana”. Boom dei contagi nelle carceri milanesi

Sostanzialmente stabile la curva epidemica del Covid nel nostro Paese: sono 16.310 i tamponi (compresi i test antigenici) con esito positivo al coronavirus nelle ultime 24 ore contro i 16.146 del precedente monitoraggio mentre le vittime sono 475, a fronte delle 477 di ieri, 81.800 dall’inizio della pandemia. 260.704 i test (molecolari e antigenici) effettuati contro i 273.506 di venerdì. Il tasso di positività si attesta al 6.3%, in aumento quindi rispetto al 5.9% del giorno precedente. Calano i ricoveri ordinari (-57) e di due unità quelli nelle terapie intensive, con 170 nuovi ingressi.

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Impennata di contagi da Covid-19 nelle carceri milanesi. In una settimana i casi tra i detenuti sono cresciuti di oltre il triplo mentre in tutta Italia sono aumentati del 25%. E’ quanto emerge dai dati del DAP, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, aggiornati al 14 gennaio. A Bollate il 7 gennaio erano 36 i positivi, ora 109, più un altro detenuto ricoverato in ospedale. A “San Vittore” i casi sono aumentati da 17 a  59.  In tutto il nostro Paese i detenuti positivi sono 718 (681 asintomatici, 11 con sintomi e 26 ricoverati) contro i 556 del 7 gennaio.