Primo decesso per Covid negli ultimi otto mesi in Cina dove diverse città sono in lockdown. In Italia superata quota 80 mila vittime

Covid, Cina: primo decesso negli ultimi 8 mesi

La Cina ha registrato ieri 138 nuovi casi di Covid-19 e un decesso, il primo in otto mesi. Lo ha reso noto la Commissione Sanitaria Nazionale precisando che il caso è stato registrato nella provincia dell’Hebei, il più preoccupante focolaio attualmente attivo nel Paese dove diverse città sono in lockdown. Intanto, il team di esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) incaricato di indagare sull’origine del Covid-19 è arrivato oggi a Wuhan, proveniente da Singapore. Mentre sono 15.774 i tamponi positivi al Coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, rispetto ai 14.242 del giorno precedente, a fronte però di 175.429 tamponi processati, +34 mila. L’indice di positività scende dal 10.5% di martedì al 9%. Sempre molte le vittime, 507, superati gli 80 mila morti dall’inizio dell’epidemia, per la precisione 80.326. Calano di 57 unità le terapie intensive. 20.532 nuovi guariti e -5.266 nuovi positivi. 2.245 i nuovi casi in Lombardia, seguono la Sicilia con 1.969 e il Veneto con 1.884.

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Covid, primo decesso in Cina dopo otto mesi. Allarme degli internisti: +3% ricoveri

L’emergenza Covid non è finita, anzi, da inizio anno i ricoveri nei nostri reparti sono cresciuti del 3% per l’aumento dei contagi e, da quello che vediamo, sono destinati a crescere”. E’ l’allarme lanciato dai medici Internisti della Fadoi. “Il Covid rischia di travolgerci di nuovo mettendo a dura prova il Servizio Sanitario Nazionale. Accelerare sui vaccini, sulle assunzioni, sul potenziamento delle strutture e della sanità territoriale. Gli ospedali sono pieni anche di pazienti non Covid per i quali non è più possibile rinviare“, hanno infine ammonito.

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Ad aggravare ulteriormente il quadro nosocomiale, le Terapie Intensive occupate da pazienti Covid tornano, a livello nazionale, sopra la soglia d’allerta del 30% attestandosi al 31% rispetto a una settimana fa. Stesso incremento anche per i letti occupati in reparto da pazienti Covid, ora al 37% e sotto la soglia d’allerta del 40%. Dieci Regioni superano però questa soglia critica, una in più rispetto al 6 gennaio. E’ quanto emerge dal monitoraggio dell’Agenas, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali.