Lucia Azzolina, ministra dell’Istruzione, chiede ancora la riapertura delle scuole superiori attaccando i Governatori che hanno prorogato la loro chiusura

Azzolina scuola non untrice paese
(Getty Images)

Lucia Azzolina, ministra dell’Istruzione, è tornata a parlare della riapertura delle scuole superiori. Lunedì 11 gennaio, si è tenuto uno sciopero da parte di studenti e genitori. Nel frattempo, Azzolina continua a sostenere che sia necessario far ritornare gli alunni delle scuole superiori in classe. La ministra non cambia idea, mentre altri colleghi, anche all’interno del Governo, non sembrano pensarla allo stesso modo.

Pensiero opposto anche da parte dei presidenti di Regione, che attraverso delle ordinanze hanno svuotato le misure del suo Ministero che avrebbero portato lunedì a riaprire delle scuole in tutta Italia. Il risultato finale è stato che gli studenti delle scuole superiori a far ritorno in classe sono stati solo quelli di tre Regioni.

La ministra ha dichiarato al ‘Corriere della Sera‘. “Rispetto alle superiori il governo ha fatto tutto quello che poteva e gli impegni li ha mantenuti grazie anche al lavoro importante dei prefetti e della comunità scolastica – ha spiegato –. Vorrei ricordare che il 23 dicembre è stata firmata all’unanimità l’intesa con le Regioni che prevedeva il rientro il 7 gennaio“, evidenziando che si sarebbe aspettata che tutti rispettassero l’impegno preso.

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Azzolina: “Perché è tutto aperto tranne la scuola?”

Azzolina scuola non untrice paese
(Getty Images)

Ciononostante, la maggioranza delle Regioni ha fatto dietrofront. “Sarebbe bene che le famiglie e gli studenti capissero perché. Si chiude prima la scuola perché socialmente è stata messa nel fondo dello sgabuzzino“, è stato l’affondo da parte di Azzolina, che ha puntato il dito contro i presidenti di Regione, che hanno scelto di optare per la proroga della chiusura delle scuole superiori prima ancora di poter verificare i numeri del monitoraggio sulle fasce di rischio.

Una decisione che si può forse comprendere, data la tendenza dei dati in peggioramento. Tuttavia, anche su questo punto, Azzolina non la pensa in maniera diversa. “Capisco le preoccupazioni sui rischi legati al periodi di Natale ma le Regioni hanno potere di operare anche altre restrizioni, perché si colpisce solo la scuola?“, si chiede.

Sicuramente, a seguito dell’Italia di nuovo divisa in fasce, per molte parti del Paese si corrono dei rischi riaprendo gli istituti soltanto per pochi giorni. Per esempio, la Lombardia potrebbe tingersi di “rossa”. Tuttavia Azzolina si domanda. “Ma perché nelle zone gialle e arancioni è quasi tutto aperto, tranne la scuola? Non è l’untrice del Paese, lo dicono studi del Bambin Gesù, dell’istituto superiore di sanità e tanti altri“, garantisce la ministra.