Infermiera abruzzese ricoverata per una lieve forma di paresi facciale dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid: è il secondo caso in Abruzzo ma non c’è nulla di cui preoccuparsi

Infermiera ricoverata dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid Pfizer-BioNTech

Come precisato dal Commissario per l’Emergenza Covid Domenico Arcuri, da quando è partita la campagna vaccinale, più di 10 giorni fa, in Italia sono state immunizzate oltre 600 mila persone: operatori sanitati, socio-sanitari, personale e ospiti delle RSA. Tra questi anche un‘infermiera abruzzese che, però, è stata ricoverata per aver manifestato una lieve forma di paresi facciale, nota come sindrome di Bell, proprio dopo che nei giorni scorsi le è stata inoculata la prima dose del vaccino Pfizer-BioNTech contro il Covid. Tuttavia, come ha garantito, nel corso di un’intervista a “Il Messaggero”, Maurizio Bucchi, Direttore sanitario nonché responsabile delle vaccinazioni della Asl di Teramo, nel cui distretto si è verificato il suddetto caso, non c’è alcun motivo per allarmarsi: “C’è stata una reazione avversa ma le sue condizioni sono buone. L’ infermiera sta bene. Al momento è ricoverata nel reparto di neurologia per fare degli accertamenti e una Tac. Il ricovero, anche se non necessario, è stato deciso solo a cercare di capire se la paresi sia collegata al vaccino o e sia solo una casualità e le cause vadano ricercate altrove”.

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Paresi facciale dopo il vaccino anti-Covid: ricoverata infermiera. E’ il secondo caso di sindrome di Bell

Sempre secondo Bucchi, “è questo il secondo caso di sindrome di Bell o leggera paresi facciale che si manifesta in Abruzzo su 9.429 vaccini inoculati“. Il riferimento è al primo analogo episodio che è stato registrato qualche giorno fa e che riguardava un operatore socio-sanitario dell’Aquila. “Non è nulla di importante e si risolve completamente con una cura nel giro di pochi giorni“, ha ribadito Bucchi.

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Anche in quel caso, infatti, le condizioni cliniche del paziente non hanno destato preoccupazione, essendo stato accertato che si trattava di una disfunzione non grave che scompare da sola, in breve tempo, con una completa remissione. “Tutti i vaccini e i medicinali possono avere degli effetti collaterali – ha sottolineato il Direttore Bucchi– Che questo vaccino sia sicuro a dirlo sono i numeri: su quasi 10 mila persone sono due reazioni avverse e di leggerissima entità”.