Ha rassegnato le proprie dimissioni Leonardo Iaccarino dopo che è diventato virale il video che lo ritrae mentre, durante la Notte di San Silvestro, spara a salve dal balcone della propria abitazione

Spari a salve dal balcone, si dimette Leonardo Iaccarino
Leonardo Iaccarino

Nonostante gli appelli a non salutare il nuovo anno con i “botti”, più o meno legali, per rispetto verso le oltre 75 mila vittime dell’epidemia di Covid e per non congestionare i pronto soccorso dei nosocomi, già messi a dura prova dal famigerato virus, in molti hanno deciso comunque di “dare fuoco alle polveri“. Tra di essi anche chi, come il Presidente del Consiglio comunale di Foggia, Leonardo Iaccarino, per il ruolo istituzionale ricoperto dovrebbe dare anche in tal senso il buon esempio astenendosi da comportamenti oltre che potenzialmente pericolosi anche suscettibili di lanciare messaggi ambigui. Motivo per cui il video che immortala Leonardo Iaccarino mentre durante la Notte di San Silvestro spara dal balcone della propria abitazione 4 colpi con una pistola a salve per dare il benvenuto al 2021 è diventato virale. Di conseguenza, per evitare strumentalizzazioni politiche e per sterilizzare il rischio emulativo, con una lettera inviata al sindaco di Foggia, Franco Landella, Leonardo Iaccarino ha annunciato le proprie dimissioni da Presidente del Consiglio comunale.

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Foggia, spari dal balcone durante la Notte di San Silvestro: si dimette Leonardo Iaccarino. “In una città ostaggio della mafia, in cui le pistole sparano per uccidere, è doveroso evitarne qualsiasi utilizzo”

A fare scalpore anche il fatto che a riprendere con lo smartphone la sua bravata è stato il figlio minorenne che, una volta esplosi i 4 colpi, lo incita a spararne degli altri. Nondimeno Iaccarino, incurante dell’alto valore diseducativo del proprio comportamento, invece di prendere le distanze dalla richiesta del figlio censurandola, si limita a rispondere, sconsolato, “non ce ne sono più” nel tamburo della pistola.

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Inevitabili, dunque, le dimissioni, così motivate da Leonardo Iaccarino nella missiva al primo cittadino Franco Landella: “Come noto, uno scampolo della mia vita privata è diventato, mio malgrado, di pubblico dominio. Ciò ha leso la mia immagine pubblica (che è stata sempre ineccepibile) e l’Istituzione che rappresento. È superfluo evidenziare che sono del tutto consapevole che in una città ostaggio della mafia, in cui le pistole sparano per uccidere, è doveroso evitarne qualsiasi utilizzo per il forte disvalore simbolico che esse rappresentano”.