Il boss della ‘ndrangheta Alfonso Mannolo e altre 7 persone, tra familiari e affiliati alla sua cosca, percepivano indebitamente il Reddito di Cittadinanza grazie a false dichiarazioni

Reddito di Cittadinanza, lo percepiva anche un boss della 'ndrangheta

Per gli esponenti governativi e politici e per i militanti del Movimento 5 Stelle il Reddito di Cittadinanza ha mitigato le difficoltà economiche di tante famiglie che per effetto delle misure restrittive adottate dal governo per arginare il contagio da Covid-19 si sono ritrovate senza più il lavoro e quindi senza una fonte di reddito. Tuttavia, sin dal suo varo non sono mancate feroci critiche da parte chi, tra l’altro, paventava che potesse essere erogato anche ad affiliati e a elementi di spicco della criminalità organizzata, di norma ufficialmente nullatenenti. A ulteriore riprova, Alfonso Mannolo, boss della cosca di ‘ndrangheta di San Leonardo di Cutro, accusato di associazione mafiosa, traffico di droga, riciclaggio, estorsione e usura nell’ambito dell’inchiesta “Malapianta”, percepiva illecitamente il Reddito di cittadinanza. Individuati, dai finanzieri del Comando Provinciale di Crotone, anche altri 7 soggetti, tutti riconducibili al boss Mannolo, che intascavano il sussidio economico a dispetto del loro alto tenore di vita, confermato dai beni di lusso sottoposti a sequestro preventivo per un valore complessivo di 430 mila euro, grazie a false dichiarazioni.

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Crotone, boss della ‘ndrangheta percepiva il Reddito di Cittadinanza.

La Dda della Procura della Repubblica di Catanzaro ha avviato l’inchiesta, nome in codice “Malapianta”,  contro le cosche di Cutro, Mannolo-Zoffreo-Falcone-Trapasso, e le articolazioni di quest’ultime in Umbria attraverso la famiglia Ribecco e ha avuto come esito il rinvio a giudizio di trentacinque persone, arrestate il 29 maggio 2019. Per eseguire tali provvedimenti di custodia cautelare sono stati impiegati oltre 250 militari delle Fiamme Gialle di Crotone, degli altri reparti della Calabria e dello Scico in una maxi operazione che ha disarticolato una delle cosche più influenti di tutta la Calabria.

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La cosca aveva ramificazioni non solo in Calabria ma anche in Puglia, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e all’estero.