Un anno e due mesi di reclusione a Domenico De Pasquale per aver inventato alcuni servizi andati in onda a Striscia la Notizia

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Gli amanti di Striscia la Notizia sicuramente si ricorderanno di Domenico De Pascale, in arte “Mingo”. L’uomo è stato per tanti anni inviato del programma di Antonio Ricci e come in molti ricorderanno è stato denunciato e cacciato via dal famoso tg satirico. A distanza di tempo, dopo vari processi, è arrivata la sentenza finale: Domenico e sua moglie Corinna Martino sono stati condannati per truffa, falso e diffamazione.

Truffa e falsi servizi: l’accusa a Mingo

Chi è un appassionato di Striscia la Notizia sicuramente ricorderà Mingo e il buon Fabio. L’ex inviato assieme a sua moglie Corinna, proprietaria dell’agenzia della Mec Produzioni Srl, sono stati condannati per truffa. La coppia, si sarebbe fatta pagare servizi falsi e avrebbe percepito i soldi da parte della redazione per la comparsa di attori e figuaranti.

Il tutto è accaduto tra il 2012 e il 2013 e nell’inchiesta sono finiti diversi servizi. Quattro quelli incriminati, mentre altri tre sono finiti in prescizione. Per altri tre ancora, gli imputati sono stati assolti in quanto il fatto non sussiste.

Striscia la Notizia denuncia Mingo

Purtroppo per Mingo le accuse non sono finite qui. A l’ex inviato di Striscia la Notizia va anche l’accusa di calunnia e diffamazione. L’ex inviato, infatti, all’epoca dei fatti, ha cercato di giustificarsi additando proprio la redazione come ideatori di servizi falsi. 

Ovviamente, ad oggi, dopo la sentenza, Domenico De Pascale dovrà risarcire, Antonio Ricci e Mediaset, ma anche produttori e autori della nota trasmissione. Infine, a processo sono finite anche altre 4 persone, ovvero coloro che hanno testimoniato a favore di Mingo: per loro l’accusa è di falsa testimonianza.

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Mingo e Fabio: il duo amato dal pubblico

Mingo è stato inviato per Striscia dal 1997 al 2015. Le sue interviste erano molto amate dal pubblico, soprattutto per la presenza del buon Fabio. Durante la diretta del tg satirico del 2015 Gabibbo infomò che gli inviati pugliesi erano stati sospesi.

Il motivo, come abbiamo spiegato in precedenza, era che Mingo e sua moglie percepivano compensi per servizi relativi a fatti inventati e mai accaduti. A distanza di quasi sei anni è arrivata la sentenza finale e ad oggi deve scontare una pensa di un anno e sei mesi.