Un audio di Maradona svela il motivo alla base della sua decisione di diseredare le figlie Dalma e Giannina: “Sono delle ladre, darò tutto in beneficenza”

Maradona: "Le mie figlie sono delle ladre e delle ingrate"
Diego Armando Maradona e le figlie Dalma e Giannina

Se gli sviluppi dell’inchiesta aperta dagli inquirenti della Procura di San Isidro sulle morte di Diego Armando Maradona sono fermi all’iscrizione nel registro degli indagati dei medici del “Pibe de Oro”, Leopoldo Luque, il neurochirurgo che lo aveva operato per rimuovere un edema subdurale, e Agustina Cosachov, la sua psichiatra, per omicidio colposo, un’interessante e clamorosa novità arriva dal fronte della battaglia legale che si profila all’orizzonte tra tutti gli eredi del D10S del calcio per accaparrarsi il suo ingente patrimonio, stimato tra gli 80 e i 100 milioni di dollari. Da qualche giorno è trapelata la notizia secondo la quale Maradona nel 2016 estromise dall’asse ereditario l’ex moglie Claudia Villafane e le figlie Dalma e Giannina. Ora, però, grazie a un audio di una sua conversazione telefonica con il suo legale e agente Matias Morla, diffuso nel corso di una trasmissione televisiva argentina, comprendiamo anche il perché di una tale drastica e, per certi versi, incomprensibile decisione: “Sono delle ladre, darò tutto in beneficenza“.

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Marodona: “Le mie figlie sono delle ladre, darò tutto in beneficenza”. Il mancato invito alle nozze di Dalma

A scatenare l’ira del “Pibe de Oro” lo scetticismo delle figlie e dell’ex moglie circa il suo malessere ma soprattutto il mancato invito alle nozze di Dalma delle sue cinque sorelle a cui era molto affezionato tanto che quest’ultime tuttora vivono in una casa di sua proprietà: “Sono delle ingrate, hanno fatto da mangiare per loro quando erano piccole 25 miliardi di volte, si svegliavano alle due di notte per preparare torte e dolci, non se lo meritano, non ci andrò nemmeno io!”.

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Intanto continua il difficile inventario dei beni del “Pibe de Oro”: agli investimenti in vari Paesi del mondo, Cuba, Venezuela, Dubai, alle 5 proprietà immobiliari in Argentina, alla Rolls Royce da 300 mila euro lasciata a Dubai, alle altre supercar, al carro armato in fibra di vetro si sarebbe aggiunto un anello di brillanti dal “modico” costo di 300 mila euro che Maradona ricevette in dono durante la presidenza onoraria del club bielorusso Dinamo Brest.