Dopo quaranta giorni è morto il neonato rimasto schiacciato sull’autobus dopo una frenata d’emergenza del conducente per evitare di investire una donna

Genova, morto il piccolo, appena 26 giorni di vita, schiacciato sull'autobus

Non ce l’ha fatta, i sanitari che lo avevano in cura hanno di tutto per strapparlo al suo triste e ingiusto destino; fino all’ultimo abbiamo sperato, nonostante versasse in condizioni gravissime, in una sorta di miracolo di Natale ma in questo funesto 2020, segnato dai tanti lutti causati dalla pandemia di Covid, non c’è spazio per i miracoli e così è morto, dopo circa un mese e mezzo, il neonato che era rimasto schiacciato su un autobus a San Teodoro, Genova. Il piccolo si trovava nel marsupio della mamma quando l’autista aveva frenato bruscamente per evitare di investire una donna che attraversava sulle strisce. La madre del neonato, che si stava sedendo, aveva perso l’equilibrio ed era caduta in avanti schiacciando il figlio contro un sostegno di metallo.

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Genova, morto il neonato schiacciato sull’autobus dopo una frenata. Aveva appena 26 giorni di vita

Il neonato, che aveva appena 26 giorni di vita, era stato trasportato in condizioni disperate all’ospedale Gaslini dove però, come detto, è deceduto per un trauma da schiacciamento. All’Istituto pediatrico “Gaslini” il piccolo era arrivato in codice rosso, quello di massima urgenza, ed era stato sottoposto subito a un delicato intervento neurochirurgico per poi essere trasferito in terapia intensiva.

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Proprie le circostanze del decesso del piccolo, morto schiacciato dopo una brusca frenata per evitare l’investimento di una donna, hanno indotto alcuni utenti web genovesi a denunciare come spesso i conducenti degli autobus del trasporto pubblico genovese sfreccino come se si trovassero sull’autodromo di Monza o guidino con il cellulare in una mano o attaccato all’orecchio.