Mondo del calcio in lutto: stroncato da un male incurabile, a 64 anni, Paolo Rossi, l’eroe del Mundial ’82

E' morto Paolo Rossi
Paolo Rossi e la moglie Federica Cappelletti

Mancano pochi giorni alla fine di questo 2020 che fino all’ultimo si sta confermando come un annus horribilis: non solo la pandemia di Covid-19 che continua a mietere vittime e ha stravolto le nostre abitudini e le nostre stesse esistenze; in poche settimane, a cadenza quasi regolare, abbiamo dovuto dare l’ultimo saluto a tanti volti noti che sul grande schermo, sul palcoscenico di un teatro e su un campo da calcio ci hanno emozionato con il loro talento: Sean Connery, l’007 per antonomasia della Settima Arte, il geniale attore, regista e barzellettiere Gigi Proietti e, appena due settimane fa, il D10S del calcio, Diego Armando Maradona, senza dimenticare lo storico batterista dei Pooh, Stefano D’Orazio. Ma se come tali dolorose perdite non bastassero, anche Paolo Rossi, l’indimenticabile “Pablito” dei Mondiali del 1982, ci ha lasciati, stroncato, a 64 anni, da un male incurabile. L’annuncio è stato dato dalla moglie, Federica Cappelletti, con un post su Instagram. La foto ritrae i due coniugi stretti e sorridenti ed è accompagnata dal commento “Per sempre” seguito da un cuore.

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E’ morto Paolo Rossi, l’eroe del Mundial ’82. L’omaggio della stampa estera

Per chi ha più di quarant’anni Paolo Rossi è l’emblema, il volto principale di quell’epico Mondiale, con una Nazionale, guidata da Enzo Bearzot, partita alla volta della Spagna tra contestazioni e lo scetticismo generale e capace di salire sul tetto del mondo grazie soprattutto a Pablito. Sei le sue reti in quel Mondiale: la mitica tripletta al Brasile di Socrates, Zico e Falcao, la doppietta in semifinale contro la Polonia, con il secondo a ribadire in rete di testa la sfera pennellata da Bruno Conti sulla quale, per sua stessa ammissione, c’era scritto “basta appoggiare“, e il gol che aprì le marcature, dopo il rigore fallito da Cabrini, nella finale di Madrid vinta contro la Germania Ovest per 3-1 mandando in visibilio anche l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. “Sei mesi fa ho perso un fratello, oggi ne piango un altro. Non voglio dire altro, per me questo non è il momento di parlare”: al telefono con l’ANSA, Antonio Cabrini, compagno di squadra di Paolo Rossi per tanti anni alla Juve e in Nazionale, è distrutto nel ricordare il goleador dell’Italia Mundial. “L’ho saputo cinque minuti fa, mi dispiace tantissimo. Non so cosa dire, è stato fulmine a ciel sereno. Abbiamo sempre avuto un grande rapporto con Paolo, simpatico, intelligente. Era un po’ che non ci sentivamo, ci avevano detto qualcosa ma non pensavo fosse così grave. I rapporti con lui erano stupendi, era simpaticissimo. Intelligente, aveva tutto per stare bene. Qualcosa difficile da capire”, così Dino Zoff,  sempre all’ANSA, appresa la notizia della scomparsa di Paolo Rossi.

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Anche i media esteri rendono omaggio a Paolo Rossi: il francese “L’Equipe” apre l’edizione online con la notizia della sua morte. Il sito brasiliano “Terra” titola: “Muore Paolo Rossi, il boia del Brasile”. Il catalano “Mundo Deportivo” lo definisce “Leggenda” e l’argentino “Olé” lo ricorda insieme alla morte di Maradona. Spazio a Pablito anche sulla BBC che lo definisce “eroe della Coppa del Mondo 1982”. Intanto bandiere a mezz’asta nella sede romana della Figc e soprattutto a Coverciano, la casa della Nazionale, a Firenze.