Renato Zero è stato ospite di Mara Venier al suo programma Domenica In. Una occasione per raccontarsi, parlando della sua carriera e anche della sua vita personale, con le emozioni che scorrevano come un fiume.

30 nov curiosauro renato zero

Ha compiuto ben settant’anni il 30 settembre 1950. Lo showman, cantautore, ballerino romano, che ha scandalizzato i più conservatori con i suoi vestiti originali negli anni ottanta, e con la sua musica provocatoria, è inarrestabile. Renato Zero ha lanciato una trilogia di album, uscita in poco tempo e chiamata “Zerosettanta”, per festeggiare il suo compleanno.

A Domenica In di Mara Venier, Renato Zero ha voluto raccontarsi. A cominciare dalla scomparsa della madre, quando lui aveva soltanto 16 anni. Per questo è cresciuto con la nonna, di nome, anche lei, Renata. “Sono cresciuto con una nonna, ha raccontato, che mi ha fatto anche un pochino da mamma, perché mia mamma lavorava al Santo Spirito era infermiera e praticamente mio padre era poliziotto e la loro frequenza in casa non era così garantita: e allora nonna assolveva queste funzioni”. Nonna Renata soleva portare il nipote da altri anziani, suoi amici e conoscenti, consentendo così al ragazzo di assorbire “questa loro saggezza, questo modo meraviglioso”, ha raccontato emozionato l’artista. Per Renato, gli anziani hanno di bello proprio che “Che non guardano mai l’orologio, perché per loro ogni giorno è l’eternità, quindi mia nonna mi rassicurava, non avevo mai paura”.

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E proprio sul ruolo dei nonni, il cantante ha parlato di come si sente da nonno. Renato Zero è infatti nonno di Virginia e Ada, figli del suo figlio adottivo Roberto Anselmo Fiacchini. Per lui, i bimbi sono “presenze nuove a rallegrare la vita, e i nonni sono più fortunati dei genitori perché non hanno praticamente più questa ansia delle prestazioni, di dover portare i risultati a casa”.  Più tempo da dedicare ai bambini, e la possibilità di poterli “viziare” i bambini. “Lo consiglio anche agli altri amici”, scherza lui.

Nell’intervista si è parlato anche della vita da artista di Renato Zero, con aneddoti e molta musica, nonché un omaggio a Gigi Proietti, Lucio Dalla e tanti altri artisti che sono stati per lui un “faro”, come ha confessato lui stesso.