Colpo di scena nell’inchiesta sulla morte di Maradona: indagato per omicidio colposo il suo medico curante Leopoldo Luque. “Ho fatto tutto quello che potevo, fino all’impossibile. Per me era un padre, non un paziente”

Colpo di scena nell'inchiesta sulla morte di Maradona: indagato per omicidio colposo il suo medico curante
Il “Pibe de Oro” Diego Armando Maradona, deceduto mercoledì scorso a 60 anni

Mentre spunta un sesto figlio del “Pibe de Oro”, il 19enne Santiago Lara che tramite il proprio legale ha chiesto di riesumarne il corpo per la comparazione del DNA al fine di accertarne la paternità, clamorosa svolta nelle indagini sulla morte di Diego Armando Maradona, scomparso mercoledì scorso a 60 anni per, come accertato dall’esame necroscopico, un edema polmonare acuto secondario rispetto a un’insufficienza cardiaca cronica che ha dato il colpo di grazia a un cuore infiacchito da una cardiomiopatia dilatativa. Come riferiscono i media argentini, il Procuratore di Benavidez e i Procuratori aggiunti della Procura di San Isidro hanno avviato un’indagine su Leopoldo Luque, medico personale di Maradona nonché il neurochirurgo che lo ha operato al cervello per l’ablazione di un edema subdurale, ordinando la  perquisizione dell’abitazione e dell’ambulatorio del medico. Come precisa il quotidiano argentino “La Nacion”, citando fonti informate: “Se verranno confermate le irregolarità nel ricovero domestico del campione, si potrebbe configurare il reato di omicidio colposo”. Dunque, cominciano a emergere i primi riscontri ai dubbi sollevati dai parenti e, in particolare, dal legale e agente di Maradona, Matias Morla, circa il ritardo nei soccorsi e la gestione dell’assistenza domiciliare a “El Diez”, con l’infermiera incaricata di somministrargli la terapia e di monitorarlo che è stata colta in contraddizione in merito all’ultima volta in cui ha visto in vita il Pibe de Oro.

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Maradona, indagato per omicidio colposo il suo medico curante. “Per me era un padre, non un paziente”

Sempre secondo “La Nacion”, all’arrivo degli ufficiali giudiziari, come prima reazione il dottore Leopoldo Luque ha esclamato: “Non me lo aspettavo”. Poi si è difeso in lacrime dall’accusa di negligenza nelle cure post-degenza ospedaliera al “Pibe de Oro”: “Volete sapere di cosa sono colpevole? Di averlo amato, di essermi preso cura di lui, di avergli allungato la vita, di avergliela migliorata fino in fondo. Ho fatto tutto quello che potevo, fino all’impossibile. Io lo vedevo come un padre, non come un paziente. Non ero responsabile dell’assistenza domiciliare”. Inoltre, ribadendo la correttezza del proprio operato professionale, il Dottor Luque ha aggiunto che metterà a disposizione degli inquirenti tutta la documentazione clinica in proprio possesso. Intanto, il Procuratore Generale di San Isidro, Broyad, ha istituito una squadra speciale per indagare sulla morte del Pibe de Oro.

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