Neanche dopo essere stato tumulato c’è pace per Maradona: disposto l’esame tossicologico per rilevare nel sangue e nelle urine eventuali tracce di droga e alcol

Morte Maradona, disposto l'esame tossicologico

Così come quando era in vita, a causa delle sue frequentazioni ambigue di boss della camorra, dello stile di vita improntato agli eccessi, dell’abuso di alcol e sostanze stupefacenti nonché per l’amicizia con politici poco graditi all’establishment (Fidel Castro, Hugo Chavez, Evo Morales) Diego Armando Maradona, scomparso mercoledì all’età di 60 anni, continua a far discutere anche da morto. Il commento a un post su Instagram della popstar Laura Pausini, “in Italia fa più notizia l’addio ad un uomo sicuramente bravissimo a giocare al pallone, ma davvero poco apprezzabile per mille cose personali diventate pubbliche, piuttosto che l’addio a tante donne maltrattate, violentate, abusate. Non so davvero che pensare”, ha scatenato l’ira dei fan del compianto fuoriclasse. In Argentina, però, a tenere banco è la polemica, innescata dal legale e cognato del “Pibe de Oro”, Matias Morla, sui presunti ritardi nell’assistenza medica a “El Diez”. Per fare piena luce sulla catena di eventi che hanno portato alla morte di Maradona è stata aperta un’indagine dalla Procura di San Isidro. Nel frattempo, l’esame necroscopico ha accertato che la causa della morte è addebitabile a un edema polmonare acuto secondario rispetto a un’insufficienza cardiaca cronica che ha inferto il colpo di grazia a un cuore infiacchito dalla cardiomiopatia dilatativa. Tuttavia, gli inquirenti hanno disposto anche l’esame tossicologico al fine di accertare l’eventuale presenza nelle urine e nel sangue di tracce di sostanze stupefacenti, alcol o quanto altro possa averne accelerato la morte.

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Maradona, esame tossicologico rivelerà eventuali tracce di alcol e droga. Le ultime ore di vita del “Pibe de Oro”

Come riferisce il portale fanpage.it, è stata già ascoltata dagli inquirenti l’infermiera incaricata di somministrare a Maradona la terapia prescrittagli dopo l’intervento chirurgico alla testa per l’ablazione di un edema subdurale alla regione sinistra. “Verso le 7.30 l’ho sentito andare in bagno per fare pipì“, avrebbe dichiarato l’infermiera. D10s aveva trascorso la notte in maniera tranquilla, senza mostrare alcuna criticità; l’ultimo a salutarlo martedì alle 23 era stato suo nipote Jonny Esposito. In casa c’erano anche il suo assistente (Maxi Pomargo), un addetto alla sicurezza e una governante. Più tardi sono arrivati ​​il ​​suo psicologo Carlos Díaz e la sua psichiatra Agustina Cosachov. Sono stati il nipote, l’assistente e l’infermiera ad accorgersi che Maradona non respirava più e a praticargli le prime manovre rianimatorie in attesa che arrivassero i soccorsi. Purtroppo Diego era già morto, la somministrazione di fiale di adrenalina e atropina è servita solo a constatarne il decesso.

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