‘Detto Fatto’ nella bufera per il tutorial: ecco cos’è successo nel programma di Bianca Guaccero, che poi si scusa

26 nov detto fatto curiosauro

La scena ha un qualcosa degli anni 80: una donna in minigonna di pelle e tacchi alti ci spiega come muoversi in un supermercato, come spingere il carrello con la giusta postura, come raccogliere i prodotti dagli scaffali in maniera “intrigante” ed eventualmente da terra con le gambe chiuse per non rendere la situazione smodata e più volgare. Il siparietto, se così vogliamo chiamarlo, sembra fatto apposta per ricordare il giorno internazionale della lotta contro la violenza sulle donne, che ricorre ogni 25 novembre. Avremmo potuto chiamarlo, per esempio: scene appartenenti a un passato oscuro, ottuso e maschilista, da non ripetere da qui alla fine dei giorni. Oppure, un po’ più utopico: scene che hanno colmato gli schermi e di una remota e primitiva civiltà tanti millenni fa, di cui non abbiamo molte informazioni, salvo sapere che consideravano le donne come degli oggetti, o  dei soggetti di seconda categoria, le maltrattavano, le facevano credere di valere meno degli uomini, le facevano litigare le une contro le altre, le facevano vestire e muoversi come volevano gli uomini, che poi le ammazzavano di botte.

E invece no, il teatrino è andato in onda all’interno di una trasmissione pomeridiana, del principale canale pubblico della TV Italiana, nel 2020. Alla vigilia del giorno internazionale della lotta contro le violenze sulle donne. Che ironia, no? Ci avranno mai pensato quelli della produzione? Lo avranno fatto apposta? La trasmissione – Detto Fatto (e qui ci sarebbe un universo da dire su questo nome), condotta da Bianca Guaccero, è stata sospesa per decisione dell’ad RAI Fabrizio Salini. “Un episodio gravissimo, che nulla ha a che vedere con lo spirito del Servizio Pubblico e con la linea editoriale di questa Rai“, ha replicato Salini.

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La protagonista della scena, la pole dancer Emily Angelillo, si è poi difesa dicendo trattarsi di un copione. “Non volevo certo insegnare alle donne a fare la spesa, voleva essere una risata in un momento difficile. Da tutto ciò si è scaturito un polverone, la cosa più brutta è proprio stata come è venuta fuori la mia persona“. Fa un po’ tenerezza sentire la difesa di Angelillo. Perchè già si sa come va a finire: tutti che puntano il dito contro la ballerina di pole dance, mentre lei fa bene a rivendicare la sua professione. Ma è un po’ come l’orrendo film Lockdown all’italiana, che voleva far ridere in un momento difficile appellandosi al peggio del peggio della società nostrana. Alle pole dancer – ma possiamo dire un po’ a tutti noi – non farebbe male un po’ di sano e chiarificatore studio della storia del femminismo e, più in generale, della Storia.