Anche nella Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne si registrano due femminicidi: 91 nei primi 10 mesi del 2020, 1 ogni 3 giorni

Due donne uccise anche oggi, Giornata Mondiale contro la violenza sulle donneOggi è la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne ma la violenza non si ferma: nel Catanzarese, a Stalettì, una donna di 51 anni è stata uccisa con numerose coltellate e il corpo è stato nascosto tra gli scogli. Secondo i familiari, la vittima era irreperibile da 24 ore. I carabinieri hanno interrogato un uomo sospettato di essere l’omicida. A Cadoneghe, nel Padovano, una donna è stata ammazzata con una coltellata al petto dal marito 40enne: il movente sarebbe la gelosia. Due efferati ed esecrandi femminicidi che rendono ancora più pesante e inaccettabile il bilancio delle donne vittime della violenza di genere. Secondo il Rapporto Eures sul femminicidio, nei primi 10 mesi del 2020 sono 91, escludendo le due vittime odierne, le donne uccise, una ogni tre giorni, mentre dal 2000 sono in totale 3334, con un’incidenza del contesto familiare sempre crescente: proprio nell’ultimo anno si è toccato il picco, l’89%, a fronte di una media del 73.5%. Purtroppo l’epidemia di Covid ha esacerbato tale deprecabile fenomeno: secondo un’analisi dell’Istat, nel periodo marzo-giugno del corrente anno al numero antiviolenza 1522 sono pervenute 15.280 telefonate di cui circa 5000 erano richieste d’aiuto, nello stesso intervallo di tempo del 2019 sono state meno della metà.

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Oggi Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne: uccise 2 donne. “Mia figlia dovrà sentirsi libera a qualsiasi ora”

Dopo le polemiche sollevate dall’editoriale di Vittorio Feltri in cui l’ex giornalista (si è dimesso dall’Ordine dei Giornalisti, definisce “ingenua” la 18enne stuprata dal fondatore della start up facile.it, poi venduta per 100 milioni di euro, Alberto Genovese, noto cocainomane, nel suo lussuoso appartamento con vista sul Duomo di Milano, una giovane mamma in una lettera aperta contesta gli inviti alla prudenza rivolti alle giovani donne: “Mi aspetto che mia figlia giri libera a qualsiasi ora del giorno e della notte, nella città in cui avrà scelto di vivere, senza lo spray al peperoncino, senza le chiavi tenute in mano a mo’ di arma o fingere di parlare al cellulare. Mi aspetto articoli in cui si parli solo della nefandezza dello stupratore, senza nominare ora, luogo, condizioni ed età della vittima: mia figlia dovrà andare dove vuole, dovrà sentirsi tranquilla, non coraggiosa“. Intanto la Commissione dell’Unione Europea, annunciando la presentazione in settimana di un piano su parità di genere ed emancipazione femminile, invita gli Stati membri a ratificare la Convenzione di Istanbul, il primo strumento giuridicamente vincolante a livello internazionale per contrastare la violenza contro le donne. “La violenza contro le donne e le ragazze è una violazione dei diritti umani e non è tollerabile né nell’Unione Europea né nel resto del mondo”.

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