La giunta Sala ha varato il nuovo regolamento: stop alle sigarette all’aperto, a Milano, salvo nelle aree isolate dove è possibile rispettare il distanziamento di 10 metri

Stop alle sigarette all'aperto a Milano

Per evadere per qualche minuto dalla quarantena ai cittadini di Milano, epicentro della seconda ondata dell’epidemia di Covid come lo è stata durante la prima, non rimane che portare a spasso il cane per consentirgli di espletare le sue funzioni fisiologiche. Infatti, nonostante l’emergenza sanitaria, la giunta Sala persevera nella propria lotta al fumo e all’inquinamento: è stato approvato il nuovo regolamento, durante una riunione svoltasi in videoconferenza (25 favorevoli, 8 contrari, 4 astenuti e 2 consiglieri assenti), che di fatto mette al bando il fumo, anche quello prodotto dalle pizzerie e dagli impianti di riscaldamento a gasolio, dato che sarà vietato in numerosi spazi pubblici, fatta eccezione per le aree isolate dove è possibile restare a 10 metri di distanza dalle altre persone. Ma all’orizzonte vi sono ulteriori restrizioni: secondo quanto riferito daLaPresse”, a decorrere dal 2025  il divieto di fumo sarà esteso a tutte le aree pubbliche all’aperto. “Si tratta di provvedimenti che hanno un duplice obiettivo: aiutano a ridurre il Pm10, ossia le particelle inquinanti nocive per i polmoni, e tutelano la salute dei cittadini dal fumo attivo e passivo nei luoghi pubblici e frequentati dai minori”, si legge nella nota stampa diramata dal Comune meneghino.

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Milano, guerra al fumo: stop alle sigarette all’aperto. Le reazioni politiche

“Mentre a Milano i contagi salgono ogni giorno, l’economia è al collasso e il trasporto pubblico fa acqua da tutte le parti, l’assessore alla Mobilità ha annunciato oggi che a partire dal 1°gennaio 2021 ai milanesi sarà vietato fumare nei parchi, nelle fermate del tram e nei cimiteri. Sembra una barzelletta, ma è tristemente vero“, ha commentato il consigliere comunale di Forza Italia Gianluca Comazzi. Gli ha fatto eco il collega di partito Fabrizio De Pasquale, capogruppo forzista a Palazzo Marino: “Mentre il commercio necessita di aiuti, il Comune impone nuovi adempimenti per 25 milioni alle imprese. Dopo mesi di chiusura e introiti ridotti sarebbe stato più giusto spostare di almeno tre anni la richiesta di nuovi spese per pizzerie, ambulanti, negozi, benzinai e imprese di costruzioni. Norme punitive che rischiano di ammazzare un commercio già in crisi. Mentre nei parchi si spaccia senza contrasto, è utopia riuscire ad applicare il divieto di fumo“. Malumore, ma per motivazioni opposte, anche dal Presidente della Commissione Ambiente Carlo Monguzzo, esponente del Partito Democratico, che ha affidato la propria amarezza a un post su facebook: “Che delusione la delibera sulla qualità dell’aria. Ora retromarcia anche sul fumo nei parchi. Non si fuma nei parchi di Parigi, New York, California, Seul, Sydney, Lettonia e Macedonia. Siamo proprio il fanalino di coda delle città virtuose e green. Se questa è la risposta all’emergenza climatica, siamo fritti”.

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