In aumento, nelle ultime 24 ore, i nuovi positivi al Coronavirus mentre calano di 100 unità rispetto a ieri i decessi

Covid, il bilancio di oggi: 36.176 nuovi positivi e 653 decessi

Sono 36.176 i nuovi casi di positività al coronavirus registrati nelle ultime 24 ore nel nostro Paese, contro i 34.282 di ieri, su 250.186 tamponi processati, in aumento, quindi, rispetto ai 234.834 di ieri. Le vittime sono 653 contro le 753 accertate il giorno precedente per un relativo bilancio totale di  47.870. È quanto emerge dal bollettino odierno diramato dal Ministero della Salute. Ancora in  calo, seppur lieve, la percentuale dei positivi-tamponi che si attesta al 14,4% mentre ieri era del 14,5%. La Regione con il maggior numero di contagi resta la Lombardia (+7.453), seguono il Piemonte (+5.349), il Veneto (+3.753) e la Campania (+3.334). 42 in più rispetto a ieri i pazienti positivi al Covid-19 ricoverati nelle terapie intensive. Il totale dei posti occupati ammonta oggi a 3.712. Ad aggravare il quadro delle terapie intensive, secondo la Fondazione Gimbe, la soglia di occupazione del 40% definita dal Ministero della Salute per pazienti Covid nei reparti ordinari è stata superata in 15 Regioni e quella del 30% nelle terapie intensive in 17. La Fondazione, inoltre, sottolinea che nel periodo considerato si evidenziano segnali di rallentamento nella crescita dei casi ma non in quella dei decessi:+41,7 per cento sulla settimana precedente. Mentre i dati del Ministero della Salute evidenziano  “a ottobre un incremento di mortalità sia al Nord (+22%) che al Centro-Sud (+23%), con un eccesso significativo in diverse città. In particolare, dal 28 ottobre al 3 novembre “si conferma il trend in crescita osservato a partire da metà ottobre in diverse città del Nord (Torino, Genova, Milano) e del Centro Sud (Roma, Bari, Palermo). Da fine ottobre aumento anche a Bologna, Firenze, Perugia, Cagliari e Catania.

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Coronavirus, il bollettino nazionale di oggi: in aumento i nuovi positivi. Premier Conte: “Dovrà essere un Natale più sobrio”

Alla luce del combinato disposto di tali dati epidemiologici di cui sopra “dovrà essere un Natale più sobrio, veglioni, baci, abbracci non sono possibili. Ci auguriamo che l’economia possa svilupparsi, che si possano fare acquisti e scambiarsi doni ma occorre buon senso“, ha ammonito il Premier Giuseppe Conte all’assemblea dell’Anci. Poi ha bollato come senza senso il dibattito sulla riduzione da 21 a 5 dei parametri per stabilire la gravità dell’epidemia nei diversi territori. “E’ la scienza non la politica a stabilirli ma cercheremo di renderli più chiari e trasparenti”, ha comunque assicurato. Intanto l’OCSE,  l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha esortato i responsabili politici a pianificare strategie efficaci per riaprire le economie e per evitare ulteriori lockdown nonostante l’Unione europea, con 10 milioni di casi e 265 mila morti al 15 novembre, sia di nuovo un hotspot. “L’Europa deve prepararsi meglio per uscire dalle nuove rigorose misure di contenimento della seconda ondata di coronavirus”, l’appello dell’OCSE alla presentazione a Parigi del dossier ‘Health at a Glance Europe 2020”.

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