Arrivano i primi decreti penali di condanna per i furbetti dell’autocertificazione: multe da 2000 euro per chi ha reso dichiarazioni sostitutive falseMulte da 2000 euro per chi reso dichiarazioni sostitutive false

L’Italia è sempre più “rossa”: scuole di ogni ordine e grado chiuse, saracinesche abbassate per i negozi ad eccezione di quelli con attività e servizi essenziali: da domani l’Abruzzo diventerà probabilmente Zona Rossa. A preannunciarlo è stato il vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente, con un post sulla propria bacheca Facebook. Il Governatore della Regione, Marco Marsilio, dovrebbe firmare oggi l’ordinanza con i provvedimenti di cui sopra dopo la riunione con il Comitato tecnico-scientifico. Intanto, arrivano i decreti penali di condanna per chi, durante il lockdown di marzo, ha dichiarato il falso nelle autocertificazioni. Come riportato da ilfattoquotidiano.it, il reato contestato è quello previsto dall’articolo 483 del Codice penale: falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e la pena base va da due mesi di reclusione, ridotta e convertita in oltre duemila euro di multa. Si tratta, quindi, di una condanna convertita in multa che finisce nel casellario giudiziale.

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Autocertificazione, multe da 2000 euro per i “furbetti”. Se non si mente pena pecuniaria da 400 a 1000 euro

Quando si è sorpresi in strada dai rappresentanti delle forze dell’ordine, è molto meglio dire la verità, ammettendo di non avere una valida ragione per andare a spasso, piuttosto che arrampicarsi sugli specchi con motivazioni più o meno plausibili: in tal caso si rischia una sanzione pecuniaria da 400 a 1.000 euro. Invece, se si mente, si passa al penale: infatti per la Suprema Corte di Cassazione le dichiarazioni sostitutive mendaci, se rese a un pubblico ufficiale, sono idonee a integrare il reato di falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. Tuttavia l’importo della pena pecuniaria è proporzionato alla situazione economica dell’imputato e del suo nucleo familiare. Ma un giorno di detenzione non può mai essere convertito in una multa dall’ammontare inferiore a 75 euro anche se l’imputato è disoccupato o è uno studente. Se il decreto penale non viene impugnato entro 15 giorni dalla notifica, il giudice ne ordina l’esecuzione.

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