Dopo l’annuncio della Pfizer il Premio Nobel Houghton getta acqua sul fuoco degli entusiasmi: “Il vaccino lo ucciderà ma avrà bisogno di messe a punto”

Harvey J.Alter, Michael Houghton, Charles M. Rice (Getty Images)

L’annuncio del colosso farmaceutico statunitense Pfizer di aver sviluppato, in sinergia con l’azienda tedesca Biontech, un vaccino anti-Covid che funziona al 90% ha aperto il cuore di tutti alla speranza che in un tempo relativamente breve si possa debellare il Covid e ritornare di conseguenza alla normalità pre-pandemia. Nondimeno, tale annuncio è stato accolto con molta cautela e perfino con una buona dose di scetticismo: non sono pochi, infatti, coloro che si pongono domande sulla reale capacità profilattica del suddetto vaccino. Insomma, si paventa che l’annuncio della disponibilità di un vaccino anti-Covid efficace al 90% al fine di battere sul tempo la concorrenza diretta possa essere stato quantomeno prematuro. L’immissione sul mercato di un vaccino anti-Covid veramente efficace per ogni casa farmaceutica sarebbe l’affare del secolo, la classica “gallina dalle uova d’oro“, motivo per cui la prospettiva di cospicui profitti può far perdere di vista ai giganti del farmaco l’obiettivo prioritario: la salute dei potenziali fruitori. Ma ora al coro di chi esprime più di un dubbio si aggiunge un’autentica autorità di livello mondiale nel campo della virologia: Michael Houghton, 71enne virologo insignito, insieme ai colleghi Harvey J. Alter e Charles M. Rice, del Premio Nobel per la Medicina 2020 per aver enucleato il ceppo virale responsabile dell’epatite C.

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Covid, virologo Premio Nobel: “Il vaccino lo ucciderà ma avrà bisogno di messe a punto”

Interpellato su tale scottante questione dal quotidiano “Il Messaggero”, il Premio Nobel Houghton così si è espresso: “Hanno seguito solo per due messi le persone che hanno ricevuto il vaccino. Devono monitorarle a lungo per capire se la protezione sarà duratura.  Ci sarà bisogno di capire se gli anziani sono coperti o hanno bisogno di un richiamo“. Houghton ha poi rimarcato che il Covid si sconfigge solo con il vaccino precisando che, data la velocità con cui si sta lavorando per svilupparlo, “avrà bisogno di messe a punto: appena inizierà la somministrazione, dovremo valutare alcuni ulteriori parametri. Va testata ulteriormente la potenza di immunizzazione e, soprattutto, per quanto tempo potrà durare”.

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