Le prime dosi del vaccino anti-Covid saranno disponibili, per i soggetti più fragili e più esposti al virus, a fine gennaio: è quanto auspica il Commissario per l’Emergenza Covid Domenico Arcuri

Coronavirus, Arcuri: "Prime dosi del vaccino a gennaio"

Confidiamo di poter vaccinare i primi italiani alla fine di gennaio, circa un milione e 700 mila nostri cittadini. Lo ha detto Domenico Arcuri, Commissario per l’Emergenza Covid, durante il briefing sulle attività per il contrasto all’epidemia. “Gli italiani verranno vaccinati in funzione della loro fragilità e della loro esposizione al virus”, ha aggiunto Arcuri, quindi prima i sanitari e gli anziani. “Quando avremo una quantità di vaccini sufficienti per tutti, potremo dire che abbiamo iniziato ad anticipare il virus e non è un miraggio”. Intanto, il Ministero della Difesa è al tavolo per la pianificazione della distribuzione del vaccino. A quanto si apprende, come avvenuto per distribuzione dei dispositivi sanitari a marzo, sarà mobilitato l’esercito italiano. Prevista una logistica “ad hoc” da parte del Ministero della Difesa, già impegnata in missioni per sostegni logistici a lungo raggio come le operazioni internazionali. Non si esclude, però, così come già avviene a Milano per il vaccino influenzale, che i militari possano essere impegnati anche nella somministrazione delle dosi.

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Covid, Commissario Domenico Arcuri: “Prime dosi del vaccino a fine gennaio”. Il bollettino nazionale di ieri

Aumenta ancora il dato relativo ai contagiati dal Covid: nelle ultime 24 ore sono stati accertati 37.978 casi e 636 morti. Il numero dei tamponi processati è stato 234.672. L’indice è salito dal 14,6% di ieri a 16,1%. Questo è quanto emerge dai dati diffusi dal Ministero della Salute. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono aumentati di 89 unità, in totale sono 3.170. Tra i dati relativi alle Regioni, in Lombardia 9.291 casi, in Piemonte 4.787 e in Campania 4.065. Gli esperti interpretano tali dati epidemiologici come un segno del raffreddamento della curva epidemica, nel senso che il numero dei positivi al Covid cresce ma non alla velocità esponenziale riscontrata appena pochi giorni or sono. Tuttavia, il 53% dei posti letto nei reparti di Medicina, a livello nazionale, è ormai occupato da pazienti Covid (+1% rispetto al 10 novembre) e il valore del 40% definito come “soglia critica” è superato da 12 regioni. E’ quanto rileva il monitoraggio dell’Agenas (Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali) aggiornato ai dati dell’altro ieri. Il 34% delle terapie intensive (-3% rispetto al 10 novembre) è occupato da pazienti Covid e il valore del 30% definito come soglia critica è superato in 10 regioni. In Francia le misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19 “rimarranno invariate almeno per i prossimi 15 giorni” visto che il trend al ribasso dei nuovi casi “è fragile”. Lo ha preannunciato il Primo ministro Jean Castex. “Sarebbe irresponsabile eliminarle o ridurle ma se il trend sarà positivo a Natale si potrà alleggerire le misure”. In Francia sono 42.535 i decessi accertati dall’ inizio dell’epidemia  mentre nell’ultima settimana tra 400 e 500 persone sono morte per Covid e un decesso su quattro in Francia è dovuto al virus.

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