Si prospetta un Natale alla Caritas per 4 milioni di nostri connazionali tra cui molti artigiani e commercianti che hanno rispettivamente perso il lavoro e chiuso l’attività a causa del Covid

Coldiretti: per 4 milioni di italiani Natale alla Caritas

Natale alla Caritas, non è il titolo dell’ultimo cinepanettone della coppia d’oro dello spettacolo italiano, Christian De Sica e Massimo Boldi, bensì la prospettiva concreta di 4 milioni di nostri connazionali. Mentre il governo lotta strenuamente per evitare un lockdown nazionale, come peraltro fortemente sollecitato dai medici, che sarebbe il colpo di grazia per un tessuto produttivo lacerato dalle pregresse ed attuali restrizioni anti-Covid, salgono a 4 milioni i poveri che saranno costretti a Natale a mangiare nelle mense o a usufruire della distribuzione dei pacchi alimentari. E’ quanto stima la Coldiretti rilevando +40% di richieste agli enti di volontariato. Fra i nuovi poveri si annoverano coloro che a causa del coronavirus hanno perso il lavoro, piccoli artigiani o commercianti che hanno dovuto chiudere, e chi lavorava nel sommerso, senza quindi sussidi o aiuti pubblici. Le maggiori criticità si riscontrano in Campania (20%), Calabria e Sicilia (14 e 11%). Poco meno in Lazio e Lombardia (10 e 9%).

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Per 4 milioni di italiani Natale alla Caritas. Rinviate le elezioni regionali in Calabria

“Ci attendiamo un raddoppio dei ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva nella prossima settimana se il trend non muterà e in attesa degli eventuali benefici derivanti dalle misure dell’ultimo DPCM che potranno però evidenziarsi non prima di altri 10 giorni“. E’ l’allarme lanciato dal Presidente dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri (Aaroi), Carlo Vergallo. Le terapie intensive “sono già sotto pressione” e “la proposta di lockdown nazionale è a questo punto ragionevole“. Anche l’Ordine dei medici ha invocato un nuovo lockdown totale in tutto il Paese. Gli ospedali in crisi in molte Regioni: ci sono file di ambulanze e auto private. Il Piemonte ha chiesto alle Ong di “dirottare qui il personale”. Nel Lazio terapie intensive al limite. “A Palermo scenari da medicina da guerra“, così Leoluca Orlando, sindaco di Palermo. L’Ordine degli infermieri di Napoli ha chiesto “provvedimenti più restrittivi per la tutela della salute”. Come se non bastasse ciò, “abbiamo avuto notizie dal territorio che si stanno verificando carenze nella disponibilità di bombole di ossigeno nelle farmacie per le cure domiciliari di pazienti Covid”. Lo ha denunciato il Presidente di Federfarma, Marco Cossolo. “Stiamo approfondendo la situazione e valutando il da farsi”, ha poi aggiunto. Tra gli effetti collaterali del Covid il rinvio, dopo il via libera da parte del Consiglio dei Ministri, delle elezioni regionali in Calabria: da ricalendarizzare non prima di 90 giorni e non oltre 150 a decorrere da oggi. La tornata elettorale, necessaria dopo la morte del Presidente Jole Santelli, è prevista tra il 10 febbraio e il 15 aprile 2021. La norma sul rinvio verrà inserita nel Decreto “Calabria” sul commissariamento della locale Sanità. Le elezioni si sarebbero dovute tenere entro 60 giorni dal congedo del Consiglio regionale, previsto oggi.