“La divisione del Paese in 3 zone è stata decisa per ridurre la velocità di un treno che sta correndo”, così Conte al Corriere Tv

Nuovo DPCM, Premier Conte: "Fermare treno in corsa"
Il Premier Giuseppe Conte

Il Premier Giuseppe Conte ha utilizzato, nell’intervista concessa al Corriere Tv, la metafora del treno in corsa da fermare per giustificare le misure più stringenti nel contrasto alla diffusione del Covid contemplate nel DPCM in vigore da ieri: “La divisione del Paese in zona gialla, arancione e rossa è stata decisa per ridurre la velocità di un treno che sta correndo e che abbiamo già provato a fermare. Oggi (ieri, ndr) non è un giorno felice per molti territori. Non stiamo dando schiaffi a nessuno, non c’è volontà di penalizzare aree a scapito di altre. Se la curva rallenta, potremo affrontare le prossime settimane con un margine di serenità e far ripartire i consumi sotto Natale”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Ministro della Salute Roberto Speranza che, nell’informativa alla Camera sui criteri con cui le Regioni sono state inserite nelle 3 fasce, ha sottolineato che: “i numeri, che rappresentano persone, continuano drammaticamente a crescere. Abbiamo fatto bene ad accelerare con le misure, non c’è altra strada, la via della precauzione è obbligata per arginare l’epidemia. Il DPCM ha come principio prioritario la tutela della salute. Si possono avere in proposito idee diverse ma non capovolgiamo la realtà: c’è stato pieno coinvolgimento delle Regioni”.

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Nuovo DPCM, Premier Giuseppe Conte: “Fermare treno in corsa”. Guerra, OMS: “C’è un’accelerazione della pandemia”

Tra i pochi ad approvare l’ulteriore giro di vite impresso dal nuovo DPCM Ranieri Guerra, Direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Nel nuovo DPCM sono contenute la procedure più appropriate per questo momento: c’è un’accelerazione della pandemia, la vediamo. Da noi non sta succedendo qualcosa di diverso rispetto al resto d’Europa e va così perché siamo ormai in autunno avanzato e alle soglie dell’ inverno. Quindi quello che preoccupa, in prospettiva, è il tasso di crescita. Sembrava ci fosse stato un rallentamento ma i dati di ieri sono andati oltre quello che speravamo di vedere”. Secondo il report diffuso ieri dal Ministero della Salute, 37.809 i nuovi casi nelle ultime 24 ore contro i 34.505 dell’altro ieri. Ma è record di tamponi processati, 234.000, mentre il rapporto positivi/tamponi sale al 16,14% contro il 15,69% del precedente monitoraggio. Ancora alto il numero dei decessi, 446 contro i 445 del giorno precedente, portando il totale delle vittime a 40.638. I ricoveri in terapia intensiva sono 2.515, in aumento di 124 unità rispetto all’altro ieri. In Lombardia 9.934 i nuovi casi, 4.878 in Piemonte, 4.508 in Campania, record dall’inizio dell’epidemia. Nuovo primato dei contagi anche in Francia: 58.046 le persone risultate positive al tampone per il Covid-19 nelle ultime 24 ore. Lo ha reso noto il Ministro della Salute Veran specificando che i pazienti in rianimazione sono 447 mentre il tasso di positività è salito al 20.76%.

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