Tagliente il giudizio del Governatore campano Vincenzo De Luca sul nuovo DPCM, in vigore da domani: “Misure contro il randagismo visto che non interessano il 99 per cento dei cittadini”

Nuovo DPCM, Vincenzo De Luca: "Misure contro il randagismo"
Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca

Da domani saranno in vigore le misure restrittive contenute nell‘ultimo DPCM, quello firmato dal Premier Giuseppe Conte nella notte tra martedì e mercoledì scorsi. Tra le principali novità, la differenziazione delle Regioni in funzione della gravità del quadro epidemiologico e dell’affollamento degli ospedali rappresentati su una scala cromatica che va dal giallo, livello più basso, all’arancione, intermedio, e al rosso, livello più alto. Quattro le Regioni, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria, in zona rossa, di fatto in lockdown per 15 giorni, due in “arancione”, Puglia e Sicilia, dove la chiusura sarà più soft, tutte le altre in “giallo”. Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca, che da tempo reclama il lockdown addirittura su scala nazionale, non ha tardato a manifestare le proprie perplessità nell’ormai suo familiare stile corrosivo non risparmiando di lanciare una stoccata al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina: “Misure, più che contro il Covid, contro il randagismo visto che non interessano il 99 per cento dei cittadini“.

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Da domani in vigore l’ultimo DPCM, De Luca: “Misure contro il randagismo”. La nota stampa del Governatore campano

Di seguito il testo integrale della nota stampa del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca: “L’ultimo Dpcm stabilisce il blocco della mobilità dalle 22 alle 5. Sembra francamente che sia una misura più che contro il Covid, contro il randagismo, visto che non interessano il 99 per cento dei cittadini. Ma la cosa grave è che, nel frattempo, non si decide nulla rispetto alle decine di migliaia di persone che, nei fine settimana, nelle domeniche, si riversano in massa sui lungomari e nei centri storici senza motivi di lavoro o di salute, e nell’assenza di ogni controllo. Ci si domanda, inoltre, cosa sia cambiato rispetto ai due mesi passati nel corso dei quali il Ministro della Pubblica Istruzione (Lucia Azzolina, ndr) ci ha ripetuto che mai e poi mai si sarebbe chiusa l’attività all’interno delle scuole. Si sono perse settimane preziose e nel frattempo sono aumentati in modo pesante i contagi anche nella fascia 0-18 anni. In più, si prevede per i bambini delle elementari l’obbligo di indossare in classe la mascherina. E’ francamente sconcertante. Si trovano nel Dpcm anche misure utili e significative. Ma è evidente la linea generale assunta dal Governo: anziché scegliere in modo chiaro la linea della prevenzione del contagio, si sceglie di intervenire dopo che il contagio è esploso. È una linea poco responsabile e soprattutto poco efficace dal punto di vista dei risultati, con l’aggravante che questo calvario di disposizioni, parziali e a getto continuo, crea sconcerto fra i cittadini, divisione tra le categorie, tensioni sociali. In più non si è data a tutti i cittadini la percezione della drammaticità della situazione spingendo tante persone, anche per la mancanza di controlli rigorosi ed efficaci, verso comportamenti di lassismo o di vera e propria irresponsabilità.
Avevamo chiesto al Governo tre cose precise:
1)  Misure immediate di ristoro o di detassazione
2)  Congedi parentali per le madri lavoratrici dipendenti, con retribuzione piena e bonus baby sitter per le lavoratrici autonome.
3)  Misure omogenee e semplici su tutto il territorio nazionale dato che il contagio è ormai diffuso in tutto il Paese.
Queste richieste non sono state accolte. Si assumerà il Governo la responsabilità sanitaria e sociale conseguente alle sue scelte, sempre ritardate, e sempre parcellizzate”.

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