Mentre Joe Biden è a un passo dalla Casa Bianca, gli manca un pugno di grandi elettori, Donald Trump ha avviato azioni legali in Pennsylviana, Arizona, Nevada, Michigan e Georgia per fermare il relativo conteggio dei voti postali

Presidenziali Usa, Biden a un passo dalla Casa Bianca
A sinistra lil candidato democratico Joe Biden, a destra il Presidente uscente  Donald Trump

Il candidato democratico Joe Biden è a un passo dalla quota di 270 elettori necessari per conquistare la Casa Bianca. Secondo la Cnn, Biden è a 253 grandi elettori mentre, secondo Fox News, sarebbe addirittura a 264, motivo per cui al candidato dem, dopo la conquista del Michigan e del Wisconsin, è sufficiente vincere in uno tra il Nevada, dove è in vantaggio, e gli altri Stati chiave della Georgia, della Pennsylviana e della North Carolina, dove però è in vantaggio Donald Trump, per assicurarsi la vittoria finale. Intanto Joe Biden ha già conseguito un risultato storico battendo Barack Obama, di cui è stato per 8 anni il vice. L’ex Presidente nel 2008 ha conquistato 69.498.516 voti affermandosi come il candidato che ne ha raccolti di più nella storia delle presidenziali americane. Mentre lo scrutinio è ancora in corso, Joe Biden ha già raccolto 72.102.585 preferenze superando, quindi, il suo ex capo. Donald Trump nel voto popolare ha finora ha incassato 68.637.070 voti. Tuttavia, Joe Biden, durante il discorso dal suo quartier generale in Delaware, ha raccomandato ai propri militanti e sostenitori di avere pazienza vista l’imminente battaglia legale dopo i ricorsi giudiziari inoltrati dai legali del Presidente uscente.

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Presidenziali Usa, dalla battaglia elettorale a quella legale: ricorsi di Trump in Pennsylviana, Arizona, Nevada, Michigan e Georgia

Lo staff della campagna di Donald Trump, dunque, ha sollecitato la Corte Suprema degli Stati Uniti di intervenire in un caso pendente in cui si contesta la decisione della Corte Suprema statale della Pennsylvania di consentire il conteggio delle schede elettorali arrivate dopo il giorno delle elezioni. “E’ giunto il momento. Visti i risultati, il voto in Pennsylvania potrebbe benissimo determinare il prossimo Presidente degli Usa“, ha spiegato uno degli legali di Donald Trump, Jay Sekulow. “E questa Corte (degli Stati Uniti, ndr), non la Corte Suprema della Pennsilvanya, dovrebbe avere l’ultima parola”, ha chiosato. Azioni legali anche in Arizona e Nevada, Stati chiave dove è ancora in corso lo spoglio delle schede per le presidenziali. Finora lo staff della campagna del Presidente uscente ha intentato cause in Pennsylvania, Michigan e Georgia per fermare lo spoglio delle schede arrivate dopo l‘election day e ha avviato un’azione in Wisconsin per chiedere il riconteggio. L’obiettivo è sia cercare di fermare il conteggio dei voti postali sia quello di contestare l’esito del voto negli Stati in bilico che potrebbe consegnare la vittoria a Joe Biden. Intanto, notte di manifestazioni e arresti negli Stati Uniti: a Minneapolis decine le persone fermate mentre marciavano per chiedere il conteggio di tutti i voti e denunciare le azioni legali dello staff della campagna di Trump contro gli spogli. Scene simili in Oregon dove alcune persone sono state arrestate per danneggiamenti: anche in questo caso si chiedeva di permettere il conteggio di tutti i voti. Almeno 20 arresti a New York. Proteste anti-Trump anche a Boston, a Chicago e a Filadelfia. Manifestazioni a favore del Presidente uscente, invece, a Detroit.

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