Nella notte il Premier Conte ha firmato il nuovo DPCM: coprifuoco alle 22 e lockdown di 15 giorni nelle zone rosse. Lombardia, Piemonte, Alto Adige, Valle d’Aosta e Calabria le Regioni a rischio lockdown

Firmato il nuovo DPCM: coprifuoco alle 22
Il Premier Giuseppe Conte

Dopo una maratona di incontri e vertici con i capidelegazione della maggioranza, il Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro il Premier Giuseppe Conte ha firmato il DPCM: le norme ivi contenute entreranno in vigore a decorrere dal 5 novembre e avranno validità fino al 3 dicembre. Il governo ha fornito alle Regioni garanzie su ristori, misure economiche e sui dati epidemiologici che porteranno alla suddivisione delle aree a rischio ma le misure del nuovo DPCM non cambiano. Resta, quindi, il regime differenziato che divide l’Italia in tre fasce di rischio contagio a seconda dei 21 parametri elencati nel testo. Tra le poche modifiche apportate rispetto alla bozza circolata ieri pomeriggio quelle sui parrucchieri: restano aperti anche nelle zone che rientrano nello scenario 4. Il testo sarà in Gazzetta nelle prossime ore mentre in giornata dovrebbe tenersi la conferenza stampa di  Conte. “Destano forti perplessità e preoccupazione le disposizioni che esautorano il ruolo di Regioni e Province autonome ponendo in capo al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici”. Così Stefano Bonaccini, Presidente Conferenza Regioni e Province autonome in una lettera a Conte, Speranza e Boccia dopo il confronto sul nuovo DPCM. Regioni: “E’ indispensabile un contraddittorio con i Dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima dell’adozione degli elenchi delle Regioni” da inserire nelle zone rosse e che “contestualmente all’emanazione del DPCM vengano definite l’ammontare delle risorse, unitamente a modalità e tempi di erogazione delle stesse, con le quali si procede al ristoro delle attività economiche danneggiate.

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Conte ha firmato il DPCM: coprifuoco alle 22 e lockdown di 15 giorni nelle zone rosse

Ecco di seguito, come elencati dall’edizione on line del “Corriere della Sera”, i principali provvedimenti contenuti nel DPCM del 3 novembre:
– Limitazione della circolazione delle persone, il cosiddetto coprifuoco, alle 22  come punto d’incontro tra chi non lo voleva affatto (Conte e Renzi) e chi voleva fermare tutto già alle otto di sera (Franceschini, Boccia e Speranza);
Autocertificazione: per uscire di casa dopo le dieci di sera occorrerà provare di doverlo fare per ragioni di lavoro necessità e salute
Chiusura dei musei e delle mostre;
Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori salvo attività laboratori in presenza; per le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia attività in presenza ma con uso obbligatorio delle mascherine (salvo che per i bimbi al di sotto dei 6 anni);
-Nelle giornate festive e prefestive chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole;
Coefficiente di riempimento massimo del 50 per cento sui mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale;
-Chiusura di bar e ristoranti alle 18 (ma con la possibilità di restare aperti per il pranzo della domenica);
Sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni “a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica”;
-Chiusura dei corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie;
-Forte raccomandazione a  tutti, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio o per motivi di salute. Il DPCM affida al Ministro della Salute, Roberto Speranza, la responsabilità di stabilire “ulteriori misure di contenimento del contagio” nelle aree dove il contagio è più alto e le strutture sanitarie sono in sofferenza. I suddetti provvedimenti saranno valutati su base settimanale e avranno la durata minima di 15 giorni: se una Regione entra in zona “rossa”, in base a parametri oggettivi, vi rimarrà per due settimane almeno. Ad oggi le Regioni che sarebbero a rischio lockdown sono Lombardia, Piemonte, Alto Adige, Valle d’Aosta e Calabria.

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