A Milano e nella sua area metropolitana la situazione epidemiologica è fuori controllo: è allo studio del governo il relativo lockdown già da lunedì prossimo

 

Covid, ipotesi del governo: Milano e la sua area metropolitana in lockdown da lunedì prossimo
Il Premier Giuseppe Conte

Il governo potrebbe nelle prossime ore virare verso misure ancora più drastiche nel tentativo di flettere la curva epidemica del Covid-19: dunque all’orizzonte si profilano zone rosse, limitazione dello spostamento tra Regioni e chiusura di alcune attività nelle aree dove maggiormente si è impennata la curva dei contagi, con Milano e Napoli, ma anche Bologna, Torino e Roma, “osservate speciali”, che rischiano di finire in lockdown. Prende sempre più forza, quindi, all’interno della compagine governativa il partito dei rigoristi che premono anche per sospendere l’attività didattica in presenza per la scuola primaria e per quella media di primo grado. Il Premier Giuseppe Conte era determinato ad attendere ancora qualche giorno per poi procedere con un nuovo Dpcm tra l’8 e il 9 novembre ma il virus corre troppo e nell’entourage del Presidente del Consiglio, come riporta l’edizione on line del “Corriere della Sera”, ammettono che “la situazione epidemiologica cambia in fretta“.

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Covid, ipotesi del governo: Milano e la sua area metropolitana in lockdown già da lunedì prossimo.

Il Premier Conte, in picchiata nei consensi e tirato per la giacchetta dalle opposizioni e ancora di più dai partiti che compongono la sua maggioranza, a causa del vertiginoso incremento dei contagi, ieri è stata superata la barriera dei 30 mila, per la precisione 31.084, ha deciso di condividere scelte e responsabilità coinvolgendo le opposizioni: mercoledì, infatti, sarà di nuovo in Aula per un’altra informativa sulla situazione epidemiologica che verrà poi messa ai voti, per cui un nuovo Dpcm prima di quella data sarebbe un oltraggio al Parlamento. Non solo Milano e il suo hinterland, con il relativo blocco, il divieto di spostamento per i residenti e lo stop alle attività non essenziali, che entrerebbe in vigore già lunedì prossimo, ma le stesse restrizioni potrebbero essere adottate anche per quelle città, Napoli, Bologna, Torino e Roma, dove il Covid galoppa e dove si registra un preoccupante esaurimento dei posti disponibili negli ospedali e nelle terapie intensive.  Nella capitale i postivi nelle ultime 24 ore sono oltre 2.200, con un rapporto tra nuovi contagiati e tamponi che si attesta all’8,8 %. In Campania il Governatore Vincenzo De Luca ha chiuso tutte le scuole, nidi compresi, una decisione che ha provocato non poche frizioni con il governo. Intanto la titolare dell’Istruzione, Lucia Azzolina, è sempre più sola nel sostenere l’opzione di tenere aperte le scuole: nel corso del summit tra il Premier Conte e i capi delegazione, avendo ad oggetto proprio il dilemma “scuola aperta/chiusa”, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha mostrato uno studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista “Lancet”, sul rischio di contagio tra i banchi mentre il Ministro dei Beni Culturali, in quota dem, Dario Franceschini, ha sorpreso i delegati pentastellati facendo loro notare che la “scuola non è mica un altro pianeta rispetto agli altri settori“.

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