Nel sistema di monitoraggio dell’andamento della curva epidemica del Covid il nostro Paese è già al livello 3: al 4 Conte imporrà il lockdown

Covid: al livello 4 dell'allerta, Conte ordinerà il lockdown
Il Premier Giuseppe Conte

“Si tratta di misure severe ma le riteniamo necessarie per contenere i contagi. Diversamente la curva epidemiologica è destinata a sfuggirci di mano. Il DPCM è stato fatto per evitare il lockdown”, ha ammonito il Premier Giuseppe Conte nel corso del Question Time alla Camera dei Deputati. E in effetti siamo a un passo dal precipitare nel baratro di un secondo lockdown: stando alle previsioni dell’andamento della curva epidemica del Comitato Tecnico-scientifico e dello stesso governo l’attuale quadro epidemiologico corrisponde allo scenario 3 ipotizzato dagli esperti in estate: “La trasmissione del virus avviene a ritmo sostenuto e si manifestano rischi di sovraccarico del sistema sanitario nazionale a medio termine”, con i valori dell’Rt, l’indice di trasmissione del virus, che si attestano nel range tra l’1,25% e l’1,5%. “Tra gli scenari ipotizzati quest’estate, ne abbiamo già superati due”, precisano gli scienziati. Il primo è il migliore possibile, con il virus incapace di diffondersi con rapidità così come si è verificato durante il periodo estivo. Il secondo, superato ormai da alcune settimane, vedeva un Rt inferiore all’1,25% ed era caratterizzato dalla possibilità di tracciare i nuovi casi giorno per giorno e conseguentemente di spezzare le catene del contagio. Ma a spaventare di più  è senz’altro lo scenario 4 di cui si parla ormai da giorni.

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Covid, allerta allo stato 3, a 4 Conte farà scattare il lockdown

Un nuovo lockdown, che come uno spauracchio turba il sonno di tutti gli italiani, potrebbe  non essere molto lontano.  Lo scenario 4 vede l’adozione di misure di contenimento più aggressive per prevenire il sovraffollamento del sistema sanitario”, avvertono gli esperti. Con  un indice Rt stabilmente oltre l’1,5%, infatti, il Premier Giuseppe Conte sarebbe costretto a disporre un lockdown completo o parziale per definitivamente la catena dei contagi alleggerendo così la pressione sulle strutture ospedaliere. Tuttavia, le chiusure potrebbero variare da Regione a regione, con un lockdown, quindi, a macchia di leopardo. Eppure possiamo ancora allontanare lo spettro del lockdown, secondo gli esperti del Comitato Tecnico-scientifico: “Se il virus dovesse diffondersi più tra i giovani che tra gli anziani, i tempi potrebbero dilatarsi perché la fascia più vulnerabile sarebbe meno colpita: solo nel caso in cui una situazione così pesante persistesse per tre settimane, si renderebbero necessarie chiusure totali”. Uno scenario, quello delle chiusure totali, che comprensibilmente terrorizza gli italiani sia per le ricadute economiche negative, anzi devastanti, di un nuovo generalizzato stop delle attività produttive e commerciali che per la prospettiva di ritornare a essere confinati per settimane agli “arresti domiciliari“.

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