“Hanno voluto inculcare il terrore nei cittadini, ci sono riusciti in pieno”: è il duro atto d’accusa del Prof. Alberto Zangrillo

Zangrillo: "Chi voleva terrorizzare i cittadini ci è riuscito in pieno"
Il Prof. Alberto Zangrillo

In questi difficili e convulsi giorni per la riacutizzazione dell’epidemia di Coronavirus imperversano gli epidemiologi, i virologi e gli esperti di ogni branca dello scibile umano, quotidianamente ospiti dei vari talk show che riempiono ormai i palinsesti di ogni emittente televisiva, bombardandoci di previsioni funeste e in contraddizione le une con le altre: inevitabile il disorientamento dello spettatore/cittadino che si traduce nelle perdita di fiducia nell’autorevolezza della scienza e dei suoi rappresentanti. E’ quanto denunciato dal Prof. Alberto Zangrillo, Primario del Reparto di Terapia Intensiva del “San Raffaele” di Milano nonché medico personale dell’ex Premier Silvio Berlusconi, finito nel tritacarne mediatico per aver intempestivamente dichiarato la morte del famigerato virus cinese, salvo poi fare pubblica ammenda: “In questo momento nessuno si fida dei medici e degli esperti. Questo perché tutti hanno paura: chi voleva inculcare il terrore nei cittadini, ci è riuscito in pieno“. Secondo Zangrillo, proprio in questa fase è necessario mantenere il sangue freddo e non lasciarsi prendere dal panico anche perché “negli ospedali si riversano persone che credono che il tampone sia una sorta di bacchetta magica. Questo perché sono spaventati: stimo che il 40% di loro potrebbero tranquillamente rimanere a casa dal momento che non ha motivo di sottoporsi al test, nessuno però pensa a tranquillizzare le persone”, ha lamentato Zangrillo evidenziando una delle cause che stanno stressando gli ospedali italiani in quanto sempre più alle prese con un numero ingestibile di pazienti.

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Zangrillo: “Hanno voluto terrorizzare i cittadini: ci sono riusciti in pieno. Mantenere i nervi saldi”

Il pericolo principale che incombe sugli ospedali è il sovraffollamento delle terapie intensive che sia il Governo che il Comitato Tecnico-scientifico stanno cercando in ogni modo di scongiurare: “E’ fondamentale che il ricovero in terapia intensiva segua dei parametri precisi e delineati”, ha ammonito su twitter Zangrillo. In sintesi, solo i pazienti che rischiano seriamente la vita devono accedere alle terapie intensive dove sono disponibili poche migliaia di posti. Perché questo accada, chiosa Alberto Zangrillo, è necessario che i cittadini facciano appello al loro senso di responsabilità: “Mantenete i nervi saldi e non fatevi prendere dal panico: recatevi in ospedale o a fare i test solo se ci sono reali e gravi motivazioni per farlo”.

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