Ci sarebbe una telefonata del Capo dello Stato Mattarella all’origine dell’improvviso dietrofront del Governatore campano De Luca sul lockdown

Mattarella dietrofront De Luca lockdown
A sinistra Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a destra il Presidente della Campania Vincenzo De Luca

Una telefonata del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarebbe, secondo indiscrezioni, alla base della repentina virata a 360° del Presidente della Campania Vincenzo De Luca sulla scottante questione del lockdown. Nell’ultima diretta facebook, in tono perentorio come nel suo stile, De Luca aveva preannunciato l’imminente lockdown della Campania giustificato, a suo dire, dalla situazione epidemiologica non più fronteggiabile con misure parziali e reso necessario per scongiurare il rischio di vedere sfilare i carri militari con le bare. Eppure, appena 24 ore dopo, al termine del vertice tra il governo e la Conferenza delle Regioni, il Governatore campano, che addirittura aveva invocato il lockdown di tutto il territorio nazionale, è rientrato tra i ranghi decretando “zona rossa” solo i comuni di Marcianise e Orta di Atella in quanto “non vi sono i presupposti per il lockdown generalizzato”. In realtà il Capo dello Stato Sergio Mattarella, preoccupato per l’ordine pubblico e che nell’arginare la seconda ondata dell’epidemia si proceda in ordine sparso e non come un fronte compatto, avrebbe persuaso De Luca a ritirare l’ordinanza, già praticamente pronta, sul lockdown della Campania.

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La telefonata di Mattarella e l’informativa dei servizi di intelligence dietro la retromarcia di De Luca sul lockdown

Non solo la telefonata del Capo dello Stato, a far ritornare De Luca sui propri passi anche alcuni segnali di grande preoccupazione per la tenuta sociale contenuti in un’informativa dei servizi di intelligence. A quel punto De Luca, alla luce della guerriglia urbana andata, in scena venerdì scorso, nel capoluogo partenopeo nella prima notte del coprifuoco, ha accettato. Tuttavia, dalle colonne del “Corriere della Sera”, De Luca è tornato a ribadire la necessità di un lockdown totale: “Le alternative praticabili oggi sono due: o chiudere tutto per un mese per frenare il contagio o prendere misure rigorose ma ancora parziali. Il governo ha optato per il piano B. E’ un passo avanti ma non basterà“. Mentre sulla scuola “le decisioni vanno prese sulla base dei dati del contagio. Se questi sono alti è inevitabile ricorrere alla didattica a distanza. Farla soltanto per il 75% è una cosa incomprensibile”, ha sottolineato De Luca.

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