Sono a piede libero, per essendo stati condannati per resistenza a pubblico ufficiale, i 2 arrestati per la guerriglia anti-lockdown di ieri sera a Napoli

Guerriglia anti-lockdown: condannati è già liberi i 2 arrestati

Dopo essere stati processati per direttissima, hanno già lasciato la cella i due 32enni, con precedenti legati allo spaccio di droga, arrestati in flagranza nel corso degli scontri avvenuti ieri sera in via Santa Lucia, a Napoli. Per entrambi, Marcantonio Pino e Oreste Aloia, pur essendo stati condannati per resistenza a pubblico ufficiale rispettivamente a 1 anno e 8 mesi, rispetto alla richiesta di 5 anni di reclusione, e a 1 anno e 2 mesi, su una richiesta di 4 anni  di detenzione, è caduta l’accusa di violenza contro i poliziotti. La Procura della Repubblica aveva chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari ma il giudice ha disposto provvedimenti meno afflittivi: obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria due volte al giorno per Marcantonio Pino e sospensione della pena per  Oreste Aloia. Intanto il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha espresso vicinanza e solidarietà alle forze dell’ordine, alla polizia locale e ai militari aggrediti bollando come inaccettabili, e quindi da condannare con la massima fermezza, simili aggressioni che, ha rimarcato, non hanno “nulla a che fare con le forme di dissenso civile e con le legittime preoccupazioni degli imprenditori per il progressivo deterioramento della situazione economica a causa della riacutizzazione dell’epidemia di Covid-19”. 

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Napoli, guerriglia anti-lockdown: condannati e già liberi i 2 arrestati. Le altre reazioni politiche

La violenza deve essere condannata, sempre, comunque e dovunque. Attaccando poliziotti e giornalisti non si risolve alcun problema, si commette un reato. Punto”. Così il leader della Lega  Matteo Salvini sulla guerriglia anti-lockdown a Napoli che poi ha lanciato una stoccata al governo: “E’ evidente che la confusione, i ritardi, l’impreperazione del governo stanno esasperando milioni di cittadini perbene in tutta Italia”. Gli ha fatto eco Giorgia Meloni, leader FdI: “Nulla giustifica la violenza. Uno spettacolo ignobile come è stato vedere il sindaco De Magistris rimanere imperterrito in tv”.  “Ieri sera si è assistito a Napoli a uno spettacolo indegno di violenza e di guerriglia urbana organizzata che nulla ha da spartire con le categorie sociali”, ha commentato il Governatore della Campania De Luca. “Ieri -ha sottolinerato De Luca- si applicavano le stesse ordinanze a Milano, Roma e Napoli. E mentre a Milano e Roma le città erano deserte nel rispetto delle norme, a Napoli c’erano violenze e vandalismo. Alcune centinaia di delinquenti hanno sporcato l’immagine della città”.Il Presidente Vincenzo De Luca non ha fatto nulla per gestire l’emergenza coronavirus nella Regione. A Napoli la situazione è fuori controllo“. E’ quanto ha dichiarato il sindaco della città,  Luigi De Magistris, a “Titolo V”, su Rai3, sugli scontri fra manifestanti e polizia nella prima notte di coprifuoco. “Vedere la violenza, i lacrimogeni, le bombe carta è una sconfitta”, ha precisato. “Sta montando la tensione sociale, lo abbiamo detto in tutti i modi. E’ del tutto chiaro che non si è trattato di una protesta spontanea. Ma di azioni preordinate, organizzate nella quasi totalità da frange di tifosi violenti, da ambienti criminali, anche legati a settori dell’estremismo politico. Quanto accaduto è gravissimo. L’aggressione alle Forze dell’ordine e la guerriglia tra le strade in prossimità della Regione sono atti criminali. E così verranno trattati”, ha assicurato il Viceministro dell’Interno, con delega alla Pubblica Sicurezza, Matteo Mauri.  Anche per il sindacato di polizia, “infiltrata la criminalità: nessuna violenza. Il nemico è il virus non le regole per contenerlo”. “Solidarietà alle forze dell’ordine. Oggi più che mai con i napoletani e gli italiani che stanno combattendo con responsabilità il virus”. Così il leader del Pd Nicola Zingaretti sulla guerriglia di Napoli. Mentre il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio (M5S) ha invitato a non strumentalizzare a fini elettorali il disagio sociale: “Ai partiti che alimentano polemiche soffiando sul fuoco del disagio dico di smetterla. La sofferenza degli italiani non è merce elettorale. Il dovere di chi rappresenta il Paese non è alimentare la sofferenza ma affrontarla offrendo soluzioni”.

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