In 4 mesi, da marzo a giugno 2020, in Europa sono stati registrati quasi 170 mila morti in più rispetto all’analogo intervallo di tempo nel quadriennio 2016-19. Il picco in Spagna, con numero delle vittime raddoppiato, mentre a Bergamo, nella 12esima settimana, è stato rilevato il +895% di decessi

Covid-19, in Europa 168 mila morti in 4 mesi

Da fine marzo a giugno in Europa, secondo i dati di Eurostat che ha analizzato i dati settimanali e precisato che si parla di casi totali, non della loro causa, ci sono stati 168 mila morti in più rispetto alla media del quadriennio 2016-2019. Più colpiti gli over 70, +96% dei morti. In percentuale, il picco si è registrato in Spagna, nelle settimane 13-15: decessi raddoppiati. Al secondo posto il Belgio, in Italia +40% dei decessi nelle settimane 11-15. A Bergamo, nella 12esima settimana, rilevato il +895% di morti. Invece i casi di positività al coronavirus scendono sotto quota 10 mila: nelle ultime 24 ore i contagiati sono stati 9.338 (11.705 il giorno precedente). Si tratta del primo calo da una settimana. Ma diminuiscono anche i tamponi processati, 98.862, quasi 48 mila in meno rispetto alla precedente rilevazione, 423.578 i casi totali da inizio dell’epidemia secondo l’ultimo bollettino diffuso dal Ministero della Salute. In aumento i decessi: 73 (69 il giorno precedente). Nuovo balzo dei ricoveri, con 47 terapie intensive in più. La Lombardia resta la Regione con più contagi (1.678), segue la Campania (1.583). Mentre continua ad aumentare il numero dei casi di contagio da coronavirus nel mondo. Secondo l’ultimo conteggio della France Presse, basato su dati ufficiali, dall’inizio dell’emergenza sanitaria ne sono stati accertati oltre 40 milioni. Il numero delle persone decedute è pari ad oltre 1 milione 111.000. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito in termini assoluti con più di 220.000 vittime, seguono il Brasile con 154.000 morti, l’India con 114.610 e il Messico 86.059 decessi.

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Coronavirus, in Europa quasi 170 mila morti in più in 4 mesi. Locatelli: “Prime vaccinazioni nei primi mesi della prossima primavera”

Siamo arrivati a oltre 150 mila. L’Italia è uno dei Paesi che fa più tamponi al mondo ma serve una strategia in termini di sistema Paese“. Lo ha sottolineato Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità nonché componente del Comitato Tecnico-Scientifico, che poi ha assicurato: “Si sta facendo un grande sforzo internazionale sui vaccini. Realisticamente credo che potremmo far partire le vaccinazioni per le persone fragili, le forze dell’ordine, gli operatori sanitari nei primi mesi della prossima primavera“. Intanto stop alle attività e agli spostamenti, tranne per motivi di salute, lavoro e comprovata necessità, in Lombardia dalle 23 alle 5, a decorrere dal 22 ottobre. E’ la proposta che, all’unanimità, i sindaci dei Comuni lombardi, presidente Anci, capigruppo maggioranza e opposizione e governatore chiederanno al Governo di condividere. E’ già d’accordo il Ministro della Salute Roberto Speranza.

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